CATANZARO – C’è un’attesa vibrante per l’appuntamento di venerdì 30 gennaio 2026: il palco del Teatro Politeama “Mario Foglietti” si prepara ad accogliere l’energia dirompente di Antonio Rezza e Flavia Mastrella. Il duo è stato insignito del Leone d’Oro alla carriera nel 2018 ed ora porterà invece in Calabria l’ultima creatura dal titolo “Metadietro“. Si tratta di un’opera che promette di scuotere le certezze del pubblico con la solita, geniale irriverenza.
Un’estetica fuori dagli schemi
Il teatro di Rezza e Mastrella non è mai semplice rappresentazione, ma una vera e propria aggressione sensoriale. In Metadietro, la ricerca si fa ancora più radicale. Al centro della scena troviamo gli ormai celebri “habitat” di Flavia Mastrella: non semplici scenografie, ma strutture plastiche che respirano e mutano insieme all’interprete. È in questi spazi deformati che il corpo di Antonio Rezza si scatena, trasformandosi in uno strumento narrativo totale che fonde voce, muscoli e paradosso.
La trama verte su un flusso di visioni e tensione, mettendo in scena un’umanità alla deriva. Un equipaggio smarrito, guidato da un comandante tanto autoritario quanto grottesco, vaga in un non-luogo sospeso tra il viaggio infinito e il naufragio imminente.
Senza coordinate geografiche o temporali, lo spettacolo diventa uno specchio spietato delle nostre contraddizioni:
- L’ironia come arma >> Non si ride per svago, ma per reazione critica a un presente caotico.
- Il corpo politico >> La performance fisica di Rezza scardina le convenzioni del linguaggio teatrale classico.
- L’ascolto attivo >> Lo spettatore non è un elemento passivo, ma un testimone chiamato a decodificare immagini potenti senza l’aiuto di spiegazioni didascaliche.


