Il cantautore romano torna ad abbracciare il pubblico calabrese nella serata conclusiva del festival reggino e promette di regalare a tutta la città un grande show
REGGIO CALABRIA – Un ultimo e grande appuntamento con la musica d’autore si prepara ad animare il cuore di Reggio Calabria per la chiusura del calendario delle “Notti Reggine 2026″. La rassegna di musica, spettacolo ed emozioni organizzata dalla Città Metropolitana e dal Comune di Reggio Calabria propone per quest’anno un cartellone ricco che vedrà alternarsi sul palco nomi di spicco del panorama nazionale tra cui Sal Da Vinci e Giusy Ferreri.
Il compito di chiudere la kermesse spetta ad una delle voci più apprezzate del cantautoraro italiano: Alessandro Mannarino che proprio con le sue note travolgenti, prima dello spettacolo pirotecnico di mezzanotte all’Arena dello Stretto, farà ballare e cantare tutta la città.

Mannarino in concerto per la serata di chiusura delle “Notti Reggine”
Il concerto del cantautore romano rappresenta il grande finale delle Notti Reggine. Mannarino approda in città con il suo Tour 2026 per una tappa attesissima: il concerto si terrà martedì 15 settembre in Piazza Indipendenza con inizio previsto per le ore 22:00.
Per Mannarino si tratta di un atteso ritorno in regione: la data reggina riporta il cantautore di nuovo sul territorio calabrese dopo la bella tappa estiva tenutasi all’interno della cornice del Roccella Summer Festival, confermando il forte legame tra l’artista e il pubblico calabrese.
Ora il concerto a Reggio Calabria si preannuncia come una vera e propria festa collettiva, pronta a far cantare e ballare Piazza Indipendenza fino a tarda notte.

Alessandro Mannarino tra contaminazione e cantautorato
Considerato una delle voci più originali ed eclettiche della canzone d’autore italiana contemporanea, Mannarino ha saputo conquistare critica e pubblico unendo stili, ritmi folk, sonorità sudamericane e testi dalla profonda poetica.
La consacrazione al grande pubblico è arrivata con i successivi dell’album Supersantos del 2011 e Al monte del 2014 che hanno consolidato la sua cifra stilistica, portandolo a calcare i palchi dei più importanti festival e teatri italiani.
Mannarino però non si è mai fermato. Ha ha ampliato la sua ricerca sonora introducendo contaminazioni tribal-pop, suoni primordiali e influenze mistiche maturate durante i suoi viaggi tra l’Amazzonia e l’America Latina.
