Dall’11 agosto al 3 settembre 2026 quasi un mese di appuntamenti ad Altomonte: si parte con la Festa della Terra (11-13 agosto), si prosegue nel borgo antico (25-27 agosto) e con il teatro sociale (28-30 agosto), fino al gran finale con Eugenio Bennato il 3 settembre
ALTOMONTE (CS) – È partito ieri e durerà fino al 3 settembre 2026 lo storico Festival Euromediterraneo di Altomonte, un appuntamento giunto quasi al traguardo dei quarant’anni di storia. L’edizione 2026 si presenta con il tema “Culture, immagini, suoni, danze e parole per il dialogo tra i popoli del Mediterraneo”, trasformando il borgo calabrese in un laboratorio a cielo aperto dove musica, teatro sociale, cultura popolare e gastronomia si intrecciano per promuovere la pace e l’incontro tra le sponde del Mare Nostrum.
Un messaggio forte di continuità culturale e coesione, ribadito anche durante la presentazione ufficiale da Giuseppe Di Martino (componente della Commissione straordinaria del Comune di Altomonte) e dal direttore artistico Antonio Blandi, affiancati da figure istituzionali e culturali quali il Console Onorario del Marocco Domenico Naccari e il presidente della Federazione Italiana Tradizioni Popolari Gerardo Bonifati.
Festival Euromediterraneo Altomonte 2026: gli artisti in programma
Il cartellone artistico dell’edizione 2026 vanta presenze di spicco del panorama musicale tradizionale e internazionale:
- Eugenio Bennato: Il maestro della musica etnica e cantautore simbolo delle contaminazioni mediterranee sarà il grande protagonista del concerto di chiusura del 3 settembre, organizzato in collaborazione con l’Associazione Antropos di Castrovillari.
- Jamal Ouassini: Il celebre violinista marocchino, artista di rilievo internazionale, sarà uno dei simboli del ponte culturale tra Nord Africa ed Europa. Ouassini curerà anche la direzione musicale dell’evento centrale del 27 agosto.
- Sabatum Quartet: Tra le formazioni più rappresentative della musica popolare calabrese, note per coniugare ricerca etnica e nuove sonorità, apriranno il festival l’11 agosto e torneranno durante le giornate di fine agosto.
- Gruppo Folkloristico di Castrovillari e Tamburinari di Otranto: Ambasciatori del patrimonio immateriale e delle tradizioni del Sud Italia.
- Orchestra dei Suoni e delle Parole del Mediterraneo: Ensemble nato dalla sinergia tra il Consolato Onorario del Marocco, Officine delle Idee, il Festival e la FITP. L’orchestra vedrà la direzione musicale condivisa tra Jamal Ouassini, Walter Giorno e Fabrizio Zecca, sotto il coordinamento del direttore artistico Antonio Blandi.

Il programma completo degli eventi ad Altomonte (11 Agosto – 3 Settembre 2026)
11 – 13 Agosto | Festa della Terra (Contrada Casello)
In collaborazione con l’Associazione Casello “Luigi Cantaro”, tre giornate dedicate alla riscoperta della cultura rurale:
- 11 Agosto: Concerto dei Sabatum Quartet.
- 12 e 13 Agosto: Esibizioni di gruppi tradizionali provenenti dalla Puglia e dalla Campania.
(Pausa di Ferragosto)
25 – 27 Agosto | Il cuore del Festival nel Centro Storico
Tre giorni in cui il borgo di Altomonte si anima con reading, presentazioni di libri, jam session, momenti formativi ed enogastronomia:
- Protagonisti: Jamal Ouassini, Sabatum Quartet, Gruppo Folkloristico di Castrovillari, Tamburinari di Otranto e l’Orchestra spontanea del Festival.
- Gastronomia Culturale: Lo chef Enzo Barbieri presenterà la “Schicculiata”, piatto della tradizione altomontese che evoca la dromsa arbëreshë e il cous cous nordafricano, simbolo di mediazione culinaria tra Europa, Balcani e Africa.
- 27 Agosto: Concerto dell’Orchestra dei Suoni e delle Parole del Mediterraneo.
28 – 30 Agosto | Sezione Teatro Sociale (Teatro C. Belluscio)
Spazio dedicato all’inclusione e all’accessibilità culturale attraverso le arti sceniche, con gli spettacoli a cura delle associazioni e realtà territoriali:
- La Terra di Piero
- Oltre le Barriere
- Viviamo Altomonte
3 Settembre | Gran Finale
- 3 Settembre: Concerto evento di Eugenio Bennato.

Un ponte tra Europa e Nord Africa
Il Festival Euromediterraneo 2026 riafferma la propria vocazione internazionale. Attraverso il dialogo instaurato con il Consolato Onorario del Marocco e il valore attribuito alle tradizioni popolari, Altomonte dimostra come la cultura, la danza e la musica possano abbattere i confini geografici e sociali, trasformando il Mediterraneo da mare di separazione a luogo di comunione e pace.
La scelta di realizzare il Festival assume un significato che va oltre la semplice programmazione di eventi. Continuare significa custodire una storia costruita in quasi quarant’anni e preservare un patrimonio culturale ormai profondamente legato all’identità della comunità e del territorio.
È uno dei messaggi emersi nel corso della presentazione dell’edizione 2026, alla quale è intervenuto Giuseppe Di Martino, componente della Commissione straordinaria del Comune di Altomonte, che ha richiamato il valore della continuità di una manifestazione diventata parte della memoria culturale della città.
Il tema scelto per questa edizione – “Culture, immagini, suoni, danze e parole per il dialogo tra i popoli del Mediterraneo” – attraverserà l’intero programma, mettendo insieme musica, teatro, tradizioni popolari, letteratura, patrimonio culturale, gastronomia e momenti di confronto.
Non soltanto, dunque, un contenitore di spettacoli, ma uno spazio di relazione e produzione culturale, capace di mettere in comunicazione comunità, esperienze e identità appartenenti alle diverse sponde del Mare Nostrum.
Una scelta che assume un significato ancora più forte nel momento storico che il Mediterraneo e il mondo stanno attraversando. Di fronte alle guerre, alle divisioni e alle nuove contrapposizioni, Altomonte sceglie di affidare alla cultura un messaggio semplice ma necessario: le differenze possono diventare occasioni di conoscenza e il Mediterraneo può tornare a essere un mare che unisce anziché un confine che separa.
Il direttore artistico Antonio Blandi ha sottolineato proprio questa funzione del Festival: creare occasioni di incontro tra linguaggi, culture e comunità differenti. Il Mediterraneo non rappresenta soltanto il tema di una singola edizione, ma diventa una prospettiva attraverso la quale rileggere l’identità stessa del Festival.
Musica, immagini, danza, parole e cultura popolare diventano così linguaggi diversi di un unico racconto: quello di un mare attraversato nei secoli da persone, idee, commerci, culture e contaminazioni.

