Il 4 luglio si festeggia la Giornata Internazionale dell’Intelligenza Artificiale e proprio per questo si parla di vari aspetti fra cui sviluppi e problemi, specialmente quelli emersi durante gli ultimi anni
L’intelligenza artificiale ha una data da ricordare sul calendario. L’Ente Nazionale per l’Intelligenza Artificiale (Enia) ha annunciato ufficialmente l’istituzione della prima Giornata Internazionale dell’Intelligenza Artificiale che si celebrerà il 4 luglio di ogni anno.
Una scelta che non è affatto casuale, ma che affonda le radici nella storia stessa della tecnologia e che punta a diventare un appuntamento cruciale per fare il punto sul futuro della transizione digitale. Di questo aspetto, la redazione di Cercoeventi ha scelto di parlare con un giovane imprenditore che ha vissuto e sta vivendo le potenzialità e i pericoli derivanti dall‘AI.
Perché il 4 luglio si festeggia la Giornata Internazionale dell’Intelligenza Artificiale?
La data scelta da Enia rappresenta un vero e proprio tributo alla nascita della disciplina. Il 4 luglio del 1956 prese infatti il via la storica Conferenza di Dartmouth, l’evento accademico in cui pionieri del calibro di John McCarthy, Marvin Minsky, Nathaniel Rochester e Claude Shannon si riunirono per dare forma a un nuovo campo di ricerca.

Fu proprio in quell’occasione che venne coniato, per la prima volta, il termine “Intelligenza Artificiale”. A distanza di quasi settant’anni da quel meeting estivo, l’IA è passata dall’essere un’intuizione teorica per pochi scienziati a una tecnologia pervasiva che sta ridefinendo il nostro quotidiano.
L’iniziativa promossa da Enia non vuole essere soltanto una ricorrenza celebrativa, ma un catalizzatore di dibattiti e consapevolezza. Come spiegato dall’Ente, la Giornata nasce con l’obiettivo di coinvolgere a 360 gradi istituzioni, aziende, università e cittadini.
Sfruttare (con parsimonia) tutti gli aspetti positivi
L’intelligenza artificiale si avvicina di fatto ad alcuni elementi. Il primo è quello dell’innovazione che consiste nel valorizzare i traguardi scientifici e tecnologici che stanno migliorando la produttività e la medicina. A seguire c’è l’aspetto dell’etica che consiste nel mettere in discussione la regolamentazione, la tutela dei diritti umani e monitora la trasparenza degli algoritmi.
Non bisogna dimenticare l’impatto sociale. Quest’ultimo è un aspetto che serve a sensibilizzare l’opinione pubblica sulle sfide del mercato del lavoro, così come la cybersicurezza e l’istruzione. La Giornata Internazionale dell’IA del 4 luglio serve quindi a promuovere una cultura dell’innovazione responsabile, lì dove la tecnologia resti un amplificatore del potenziale umano e mai un suo sostituto.
Il commento di Roberto Mollo
Sicuramente l’impatto dell’intelligenza artificiale sulla vita di tutti i giorni è un aspetto da non sottovalutare, anzi. Di questo aspetto, infatti, l’imprenditore Roberto Mollo ha tracciato una sua personale considerazione. “Sicuramente a livello lavorativo ha semplificato il modo in cui comportarsi. L’intelligenza artificiale può dare una grossa mano ed è un un valido supporto, ma non si può sostituire al lavoro umano“, ha ribadito Mollo.

Mai come in questo caso, però, l’AI ha avuto e avrà un impatto sulla vita di tutti i giorni. Un percorso che continua ad andare avanti a velocità inimmaginabili, almeno fino a poco tempo fa. Da un lato un supporto, dall’altro i pericoli, nel mezzo l’analisi di un percorso frutto dell’ingegno umano. “Fin quando non è una cosa esagerata è sicuramente un ottimo strumento, spero non diventi troppo opprimente per fare praticamente qualsiasi cosa. Il rischio c’è ed è una cosa da non sottovalutare“, conclude l’imprenditore originario di Cervicati.
