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Cosenza, torna “Il cinema del rispetto” di Tonino Principe: immagini, parole e suoni nel segno della comunità

Nuovo appuntamento a Cosenza con “Il cinema del rispetto” con l’opera “Io prigioniero del libero arbitrio”. Sul palco Alfonso Aragona ed il commento sonoro di Giuseppe Bottino

COSENZA – Nuova tappa nel capoluogo bruzio per “Il cinema del rispetto”, l’apprezzato percorso culturale ideato dal regista Tonino Principe che utilizza la settima arte come lente d’ingrandimento sulla memoria, la consapevolezza e la dignità umana.

L’appuntamento è fissato per mercoledì 1 luglio 2026, alle ore 18:30, nella suggestiva cornice del Teatro “Silvio Vuozzo”, situato all’interno dell’Istituto Comprensivo statale “Spirito Santo”, in via Spirito Santo, Lungo Crati Dante Alighieri 7.

A Cosenza “Il cinema del rispetto” con “Io prigioniero del libero arbitrio”

Il focus della serata ruoterà attorno all’opera “Io prigioniero del libero arbitrio”, che vede la partecipazione di Alfonso Aragona. Il progetto, i cui contenuti sono stati sviluppati e realizzati nei locali della Libreria Ubik di Cosenza, si propone come uno stimolante spazio di confronto per interrogarsi sul senso delle scelte personali, sulla libertà e sui limiti dell’agire umano.

L’esperienza visiva e narrativa sarà arricchita da una forte componente multidisciplinare: da un lato il commento sonoro curato dal musicista Giuseppe Bottino, che accompagnerà le immagini con suggestive trame note, dall’altro le riflessioni e il dialogo con il pubblico che saranno coordinati dal giornalista Francesco Cangemi.

Un’occasione di dialogo per la cittadinanza

Il progetto di Tonino Principe si conferma un vero e proprio laboratorio sociale in cui immagini, parole e suoni si fondono per stimolare la responsabilità individuale e il senso di comunità.

L’incontro, che si colloca nel cuore del centro storico cosentino, è aperto gratuitamente alla cittadinanza e a tutti gli appassionati di cinema e tematiche sociali che desiderano prendere parte a un momento di profonda condivisione culturale.