Dopo il debutto in Via Giudea, il festival itinerante fa tappa nel cuore storico del borgo. Tra enogastronomia, storie di comunità e ritmi folk, l’esecutivo Donadio punta alla riscoperta delle radici locali
MORANO CALABRO (CS) – Archiviato il successo del primo appuntamento in Via Giudea, l’estate a Morano (Cosenza) si sposta nel cuore pulsante del Rione Castello. Domenica 28 giugno 2026 (inizio alle ore 20:00), l’antico quartiere farà da palcoscenico alla seconda tappa del festival etno-popolare.
L’evento organizzato dall’amministrazione Donadio vedrà salire sul palco i Tarantanova, nota formazione di musica popolare calabrese. Il concerto del gruppo fa parte del secondo appuntamento di “Rarica Festival“.
Tarantanova a Morano Calabro | I dettagli
L’evento, inserito nel cartellone estivo 2026, nasce da una stretta sinergia tra l’Assessorato alla Promozione e Sviluppo del Borgo – guidato da Josephine Cacciaguerra – insieme al tessuto associativo locale. Fondamentale, in questa circostanza, il braccio operativo dei volontari della Parrocchia SS. Pietro e Paolo e dei residenti dello storico rione, impegnati in prima linea nell’allestimento degli spazi e del percorso enogastronomico che accompagnerà la serata.
Il programma della serata: cultura e sapori antichi
Il sipario si alzerà ufficialmente alle ore 20:00. L’apertura è affidata a un momento di profondo valore comunitario. I ragazzi del laboratorio “Storie di Famiglia” presenteranno il loro progetto editoriale nell’incontro intitolato “La voce della comunità – Presentazione del Giornalino“, uno spazio di confronto generazionale per dar voce ai ricordi e al futuro del borgo.
Contestualmente, i vicoli del castello si animeranno con l’apertura degli stand gastronomici, pensati per offrire a residenti e turisti un viaggio sensoriale tra i piatti e i prodotti tipici della tradizione locale.
Il concerto al ritmo dei Tarantanova
A seguire, la scena sarà tutta per i Tarantanova. Il gruppo calabrese porterà sul palco uno spettacolo fatto di contaminazioni sonore, dove la tradizione del Sud si fonde con la sperimentazione moderna. Attraverso i trascinanti ritmi in sei ottavi tipici della tarantella, i giovani musicisti canteranno la terra, la fatica, la nostalgia dell’emigrazione e l’estasi del ritorno.
Un ossimoro musicale capace di unire il passato e il presente, trasformando il folklore in uno strumento per esorcizzare le complessità del mondo contemporaneo.
“Con queste iniziative puntiamo a custodire e valorizzare il nostro patrimonio materiale e immateriale“, ha dichiarato l’assessore Josephine Cacciaguerra. “Vogliamo che la comunità si riappropri dei propri luoghi. Questo festival è una catena itinerante che serve a riannodare i fili di una tela che intendiamo continuare a dipingere insieme alla nostra gente“, ribadisce.

Entusiasta anche il sindaco Mario Donadio che ha sottolineato il valore aggregativo della musica d’autore. “Il rinnovato interesse dei giovani verso la musica popolare è un segnale incoraggiante. I valori di questo stile antico – l’accoglienza, la lingua, la difesa del territorio – sono gli stessi che vogliamo trasmettere. Ringraziamo di cuore la Parrocchia SS. Pietro e Paolo e tutti i volontari: eventi come questo uniscono la comunità e ci aiutano a recuperare la nostra eredità collettiva“, commenta il primo cittadino di Morano Calabro.
L’appuntamento è dunque per domenica sera nel Rione Castello, per una notte di musica, sapori e identità a cui sarà difficile resistere.
