Rifiutata la logica dei grandi eventi commerciali e dei brand, “N’Atru Pridə” a Cosenza propone un’alternativa radicale e intersezionale: «Nessuno sponsor e nessun padrone, queer è alleanza tra tutti i corpi»
COSENZA – Un’alternativa radicale, che parte dal basso per contestare l’omologazione e la commercializzazione dei diritti. Con il claim esplicito di “Cosenza Pride Antagonista” impresso sulla locandina, la città dei Bruzi si prepara ad ospitare “N’Atru Pridə” (Un altro Pride).
L’appuntamento è fissato per martedì 30 giugno 2026 alle ore 18:00 in Piazza Loreto, luogo scelto per l’apertura di uno spazio di dissenso, condivisione e organizzazione indipendente.
L’iniziativa emerge da una riflessione critica sullo stato attuale delle manifestazioni dell’orgoglio LGBTQIA+, accusate dagli organizzatori di essere state progressivamente depotenziate della loro spinta politica originaria.
«Che succede quando anche il Pride diventa prevedibile? Quando le identità diventano categorie, le categorie mercati e la lotta diventa una campagna pubblicitaria?» si legge nel comunicato ufficiale che accompagna il lancio dell’evento.

“N’Atru Pridə” a Cosenza: un manifesto contro il sistema capitalistico e patriarcale
“N’Atru Pridə” non si presenta come una semplice sfilata, né cerca una forma di inclusione in contesti istituzionali o commerciali già consolidati. L’obiettivo dichiarato è l’apertura di un nucleo “autonomo, antifascista, transfemminista, anticapitalista, anticoloniale e antiabilista”. Gli organizzatori dicono di voler creare «uno spazio in cui le lotte non vengano separate, gerarchizzate o messe in competizione tra loro».
Nel manifesto politico della manifestazione viene rivendicata con forza l’interconnessione tra le diverse forme di oppressione sociale, economica e geopolitica: dalla violenza patriarcale al razzismo, passando per la precarietà lavorativa, la devastazione ambientale e la guerra.

Un focus specifico viene dedicato al rifiuto del cosiddetto pinkwashing, ovvero l’utilizzo delle tematiche queer come mera vetrina di marketing per aziende o istituzioni: «Rifiutiamo il Pride ridotto a vetrina, il dissenso trasformato in brand, l’orgoglio convertito in occasione di marketing. – specificano ancora gli organizzatori – Per noi queer significa alleanza tra tutti i corpi che il sistema prova a classificare, disciplinare, sfruttare e invisibilizzare».
“No alla libertà costruita nel silenzio e nell’oppressione”
La manifestazione cosentina guarda anche oltre i confini nazionali, esprimendo apertamente il proprio sostegno alla causa palestinese e a tutti i popoli che resistono al colonialismo e all’occupazione militare, identificati come emanazioni dirette del patriarcato capitalista. «Noi non accettiamo che la libertà di nessunə venga costruita sul silenzio, sull’esclusione o sull’oppressione di altrə» aggiungono gli organizzatori.
La manifestazione del 30 giugno in Piazza Loreto si autodefinisce “senza sponsor e senza padroni”. Un evento che “nasce per incontrarsi. Per riconoscersi. Per organizzarsi. Per immaginare pratiche, relazioni e forme di solidarietà che non rispondano alla logica del profitto» chiariscono ancora gli organizzatori.
L’invito a partecipare: “stiamo costruendo uno spazio”
L’invito a partecipare è rivolto a tutta la cittadinanza, senza distinzioni di genere o orientamento – “etero, cis, trans, non binary, disabili, razzializzati” – purché uniti dal desiderio di scendere in piazza per costruire relazioni e forme di solidarietà sganciate dalle logiche del profitto. «Non stiamo costruendo un evento. Stiamo aprendo uno spazio. Uno spazio da attraversare, contaminare e trasformare insieme. – concludono – Se senti che la tua lotta non può essere separata da quella di altrə, se credi che la felicità abbia senso solo quando diventa collettiva, questo spazio è anche tuo».
