Cala il sipario sulla seconda edizione della kermesse enologica. Per quattro giorni Melissa, Cirò e Cirò Marina sono stati il cuore pulsante del gusto, registrando il pieno successo di Arsac e Regione Calabria
CIRO’ MARINA (KR) – La Calabria, terra di contrasti e di passioni ancestrali, si è trasformata nel cuore pulsante del vino italiano ospitando la seconda edizione del Merano WineFestival Calabria 2026. L’evento, battezzato non a caso “Essenza del Sud”, si è svolto dal 5 all’8 giugno 2026, tracciando una vera e propria mappa del gusto attraverso i territori vocati di Melissa, Cirò e Cirò Marina.
La manifestazione enologica ha calamitato oltre 150 protagonisti tra cantine, artigiani del cibo e innovatori della mixology, facendo di Melissa e Cirò le capitali italiana del vino e non solo. Un appuntamento che cala il sipario lasciando pienamente soddisfatti produttori e visitatori, premiando il lavoro svolto in sinergia da Arsac e dalla Regione Calabria.
La sinergia vincente tra l’Assessore Gallo e “The Winehunter” Helmut Köcher
La Calabria è stata protagonista per il secondo anno consecutivo, rafforzando un asse con il Nord che sarebbe sembrato impossibile solo pochi anni fa. Se la regione è riuscita a conquistare la fiducia di realtà come Vinitaly e lo stesso Merano WineFestival (MWF) — due delle principali rassegne enogastronomiche di livello internazionale organizzate in Italia — il merito va all’intraprendenza dell’assessore regionale all’agricoltura, Gianluca Gallo.
Gallo ha convinto Helmut Köcher, fondatore e indiscusso patron della manifestazione altoatesina conosciuto nell’ambiente come “The Winehunter” (il cacciatore di vini), che piantare per quattro giorni le tende in Calabria poteva risultare reciprocamente interessante e conveniente. Da più di trent’anni Köcher scopre nuovi vini per portarli a Merano; l’assessorato calabrese è riuscito a ribaltare i fattori. Forte del successo della passata stagione, il programma per questo 2026 si è “allungato” da tre a quattro giorni.
Merano WineFestival Calabria 2026: le tappe calabresi
L’evento ha vissuto di momenti iconici diffusi sul territorio, unendo la promozione del vino alla valorizzazione dei beni storici locali:
L’apertura alla Torre Aragonese di Melissa
Il sipario si è alzato sulla Torre Aragonese di Melissa, un bastione che domina la costa ionica e che si è trasformato in un cenacolo di cultura enologica. Tra mura intrise di storia si sono tenute masterclass esclusive e approfondimenti tematici. Il momento clou è stato la presentazione di un’etichetta dal valore profondamente simbolico: il “Vino dei Popoli”. Si tratta di un nettare unico, nato dall’assemblaggio di 23 vitigni provenienti da 32 nazioni diverse, inteso come metafora liquida di un dialogo capace di superare ogni confine.
Lo Street Wine & Food Festival a Cirò
Il giorno seguente il testimone è passato al cuore antico di Cirò. I suoi vicoli secolari si sono animati nel corso dello Street Wine&Food Festival diffuso, un labirinto sensoriale dove isole tematiche hanno offerto un’immersione totale nei sapori tipici.
Oltre alle degustazioni, la giornata si è rivelata una piattaforma strategica per il business, favorendo incontri cruciali tra produttori, ristoratori e buyer internazionali per tessere una rete commerciale vitale per il futuro del settore.

Il gran finale a Borgo Saverona
Il palcoscenico conclusivo è stato il Borgo Saverona di Cirò Marina, un’oasi di eleganza rurale. Qui, circa 150 aziende hanno esposto il meglio della produzione regionale. Un orgoglioso schieramento di vitigni autoctoni — su tutti il Gaglioppo e il Greco Bianco, anime del Cirò DOC — si è confrontato alla pari con le grandi denominazioni del panorama italiano, incluse alcune prestigiose bollicine.
Il futuro del comparto: i MID e il rilancio del Castello Carafa
Più che una semplice fiera, “Essenza del Sud” si è confermato un manifesto dell’identità agricola e vitivinicola di una regione che guarda al futuro senza recidere le proprie radici. Il festival ha ribadito la traiettoria strategica di promuovere il vino calabrese in combinazione con i suoi Marcatori Identitari Distintivi (MID).
Tra i risultati più significativi della kermesse vi è l’impegno ufficiale assunto dall’assessore Gianluca Gallo nel raccogliere e rilanciare la sfida della riqualificazione del Castello Carafa.
L’obiettivo condiviso è restituire pienamente alla comunità uno dei simboli storici più importanti di Cirò, trasformandolo in una location permanente capace di ospitare le future edizioni del Merano WineFestival e altri grandi appuntamenti internazionali in ogni periodo dell’anno.

La soddisfazione dell’Assessore Gianluca Gallo
“Il Merano WineFestival è uno dei più prestigiosi appuntamenti dell’enologia europea. La scelta di investire ancora sulla Calabria testimonia la crescita e la credibilità raggiunte dal nostro comparto vitivinicolo“
“Dopo il successo della prima edizione, quest’anno il programma si è arricchito ulteriormente, prendendo il via da Melissa con un importante convegno dedicato ai temi dell’identità e dello sviluppo del comparto. La vitivinicoltura calabrese sta vivendo una fase di straordinaria crescita, spesso in controtendenza rispetto alle dinamiche che interessano altri mercati”.
