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Grandi nomi a Mendicino per “La scuola dei classici 2026”: arrivano Debora Caprioglio, Pippo Franco, Paola Quattrini e Giorgio Colangeli

La rassegna “La scuola dei classici 2026” trasforma il borgo in un palcoscenico a cielo aperto da maggio a giugno 2026: un viaggio emotivo che unisce grandi interpreti, video mapping, laboratori e osservazioni astronomiche

MENDICINO (CS) – Il teatro che si fa paesaggio, la pietra storica che si illumina di nuova vita e i grandi protagonisti dello spettacolo italiano che prestano la voce ai miti e alla storia. Mendicino si prepara a vivere una stagione culturale di straordinaria intensità: tra maggio e giugno 2026, torna “La scuola dei classici 2026”, una rassegna artistica totale e diffusa che attraverserà il centro storico, il Teatro Comunale, Palazzo Campagna, l’Anfiteatro Catalano e i percorsi naturalistici del territorio.

L’iniziativa, promossa dalla compagnia Porta Cenere con la direzione artistica di Nat Filice e Mario Massaro, gode del patrocinio della Città di Mendicino e del cofinanziamento della Regione Calabria (nell’ambito del POC 2014-2020). Non si tratta di un semplice cartellone di spettacoli, ma di un sistema narrativo in cui la formazione, l’impianto pedagogico rivolto ai più giovani, l’esplorazione del territorio e l’arte visiva si fondono in un’unica esperienza.

“La scuola dei classici 2026”: i grandi interpreti all’Anfiteatro Catalano

Il festival, inaugurato lo scorso 11 maggio con lo spettacolo d’ombre di Onur Uysal, entrerà nel vivo della sua programmazione serale estiva ospitando alcuni dei volti più noti e amati del panorama teatrale e cinematografico nazionale, pronti a far vibrare l’Anfiteatro Catalano:

  • Venerdì 5 giugno (ore 21.00): Debora Caprioglio indosserà i panni di una delle più grandi pittrici della storia in “Non fui gentile, fui Gentileschi”. Un monologo potente e intimo che attraversa la violenza subita, l’arte come riscatto e l’autodeterminazione, restituendo alla pittura il valore di una disperata sopravvivenza.
  • Venerdì 12 giugno (ore 20.30): Sarà la volta di Pippo Franco con “Il grande viaggio: il suono e la parola”. Un’esperienza scenica originale in cui la comicità si fonde con la filosofia, la leggerezza con la profondità, mostrando il teatro nella sua veste più pura di strumento di disvelamento della realtà.
  • Mercoledì 17 giugno (ore 21.00): Paola Quattrini porterà in scena “Il potere di un no”, l’emozionante e rivoluzionaria storia di Franca Viola. Il racconto della donna che disse di no al matrimonio riparatore e al delitto d’onore, segnando una svolta epocale nella storia civile d’Italia.
  • Sabato 20 giugno (ore 21.00): Per il gran finale, Giorgio Colangeli darà voce e corpo alla poesia di Dante in “E quindi uscimmo a riveder le stelle”, accompagnato dalle incursioni sonore di Tommaso Cuneo. Il Purgatorio dantesco si trasformerà così in un’allucinazione poetica, sospesa tra parola recitata e improvvisazione musicale.

Un viaggio tra fiabe, miti contemporanei e innovazione visiva

Il festival vive anche di appuntamenti pomeridiani e mattutini dal forte valore pedagogico e relazionale. Sabato 30 maggio il Ridotto del Teatro Comunale si farà intimo con “Le avventure di Giovannino” di Elisa Ianni Palarchio, un lavoro ispirato a Italo Calvino dove l’attrice annulla la distanza con la platea, improvvisando insieme ai bambini come nei racconti antichi davanti al fuoco. Nella stessa sera, il regista Nat Filice proporrà una versione contemporanea e cruda de “Le Troiane” di Euripide, trasformando le donne di Troia nei corpi attuali delle guerre moderne.

Il 4 giugno spazio alla poesia visiva: a Palazzo Campagna andrà in scena “Antigone – Il sogno della farfalla” di Donatella Venuti con le interpretazioni di Maria Milasi e Americo Melchionda, seguito dall’intervento di video mapping “Architetture” curato da Giampaolo Palumbo, che riscriverà lo spazio storico trasformando la pietra in luce dinamica. Tra gli altri appuntamenti, il 5 giugno vedrà anche l’omaggio a Gianni Rodari firmato da Paolo Capodacqua.

Dal trekking urbano all’infinito di Monte Cocuzzo

Mendicino non offre solo palcoscenici tradizionali, ma invita a guardare in alto. Il 12 giugno il centro storico diventerà un percorso con il trekking urbano “Tra cielo e pietra”, che si concluderà a tarda notte con lo spegnimento delle luci del borgo per un’osservazione astronomica guidata.

L’esperienza più immersiva si terrà il 13 giugno su Monte Cocuzzo, “la montagna che guarda il mare”: una narrazione verticale che partirà nel pomeriggio dalla terra per arrivare, alle 21.00, a trasformare la vetta in un osservatorio naturale dove a recitare sarà l’universo stesso.

La rassegna si chiuderà il 20 giugno dopo aver attraversato anche i laboratori del “Living lab” e l’omaggio a Shakespeare di “Il timone e il vento”. Le architetture del borgo si dissolveranno in un ultimo respiro di video mapping notturno. La pietra di Mendicino tornerà al silenzio, ma un silenzio carico di eco, memoria e parole che continueranno a vibrare sotto la superficie della notte.