Allo stadio Tarsitano un incontro pubblico in memoria del 15enne Luciano Granato. L’invito di Brunori: “Trasformare il dolore in responsabilità collettiva e dare voce ai giovani”
PAOLA (CS) – Trasformare il dolore in responsabilità collettiva, rompere il muro dell’indifferenza e, soprattutto, dare voce a chi spesso non viene ascoltato. È questo l’obiettivo di “Non siate buoni, siate tuoni. Non per distruggere, ma per farsi sentire”, l’incontro pubblico che si terrà venerdì 22 maggio 2026, a partire dalle ore 9:30, presso lo Stadio Eugenio Tarsitano di Paola.
L’iniziativa nasce in memoria di Luciano Granato, il ragazzo di soli 15 anni tragicamente scomparso lo scorso marzo. Un dramma che ha scosso nel profondo l’intera comunità tirrenica e che oggi si converte in un momento di sensibilizzazione e dibattito, pensato in particolare per i giovani e per il mondo della scuola.
Le origini del messaggio
Il titolo scelto per la giornata riprende le parole esatte pronunciate dall’arcivescovo di Cosenza-Bisignano, Monsignor Giovanni Checchinato, durante la toccante omelia dei funerali del quindicenne. Un invito diretto ai ragazzi a non restare in silenzio e a “tuonare” di fronte alle proprie fragilità, alle ingiustizie e alla solitudine, per scuotere una società adulta talvolta distratta.
L’evento, patrocinato dalla Città di Paola vedrà la partecipazione di figure istituzionali, rappresentanti del mondo scolastico e professionisti della salute mentale. Il dibattito sarà moderato dalla giornalista Caterina Provenzano.

La dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale della Calabria, Loredana Giannicola, affronterà il ruolo cardine della scuola nell’intercettare i segnali di malessere negli studenti. Un focus fondamentale sulle dinamiche interne al disagio adolescenziale sarà curato da un team di psicologhe e psicoterapeute composto dalle dottoresse Perricone Elvira, Luana Buono, Cassano Sara e Lydia Garbati, le quali offriranno spunti clinici e pratici su come strutturare canali di ascolto efficaci tra adulti, istituzioni e nuove generazioni.
L’invito di Dario Brunori: “Il dolore non deve restare senza voce”
A supportare con forza l’evento è intervenuto anche il noto cantautore cosentino Dario Brunori. Attraverso un videomessaggio, l’artista ha invitato tutta la cittadinanza e i ragazzi del territorio a partecipare in massa, richiamando una metafora musicale: “Nella musica esiste il blues che trasforma il dolore, anche il dolore più forte, in un canto melodioso e liberatorio”.
L’obiettivo dell’incontro è proprio questo: non lasciare che la sofferenza resti muta, isolata e obbediente, ma spingere i giovani a fare rete, a parlare e a chiedere aiuto.
L’appuntamento allo stadio Tarsitano rappresenta un’occasione per ribadire che nessuno deve essere lasciato solo di fronte al peso emotivo della crescita e che la sofferenza, se condivisa, può iniziare a fare meno paura.
