Laduesse non è semplicemente un evento ciclistico, è la metamorfosi di una tradizione nata quasi per gioco tra amici, diventata oggi l’appuntamento imperdibile nella provincia di Cosenza per chi crede nel viaggio lento
Dimenticate la velocità, le cronometro e lo stress da prestazione. In Calabria esiste un evento che ha trasformato una semplice uscita tra amici in un manifesto del viaggio consapevole. Si chiama “Laduesse“ e domenica 31 maggio 2026 trasformerà il borgo di Altomonte nel cuore pulsante del cicloturismo del Sud Italia.
Non è solo una manifestazione sportiva; è un racconto corale che attraversa la natura selvaggia, la storia millenaria e i sapori decisi di una terra che sa come restare impressa nel cuore.
Laduesse in provincia di Cosenza, un quartier generale d’eccezione come il Castello di Serragiumenta
Il viaggio comincia e finisce in un luogo dove il tempo sembra essersi fermato: il Castello di Serragiumenta. Da questa storica dimora si dipana una rete di percorsi studiati per mostrare il volto più autentico della regione, collegando lo Jonio al Tirreno in un abbraccio di biodiversità.

Dalle vette aspre del Parco Nazionale del Pollino ai profumi agrumati della Riviera dei Cedri, Laduesse sceglie le strade secondarie, quelle meno battute, dove il rumore delle ruote sull’asfalto o sullo sterrato è l’unica colonna sonora.
Quattro anime, un solo territorio | Percorsi
La bellezza di Laduesse risiede nella sua inclusività. Che siate atleti esperti o semplici appassionati di e-bike, c’è un tracciato che sembra disegnato su misura per voi:
- Classic & Sunset >> Per chi vuole godersi il paesaggio con i ritmi giusti, attraversando borghi e godendo della luce dorata della Calabria;
- Sprint >> Un’opzione più dinamica per chi ama il ritmo ma non vuole rinunciare alla vista;
- Calabria Trail >> L’anima selvaggia dell’evento. 178 km in modalità “unsupported”. Solo voi, la vostra bici e una traccia GPS. Un’avventura pura tra dislivelli sfidanti e panorami che mozzano il fiato.
I luoghi del cuore
Pedalare qui significa attraversare la storia. Il percorso tocca gemme come San Donato di Ninea, i magici laghi di Fagnano e le spettacolari cascate del Vuglio.
C’è spazio anche per la spiritualità e l’identità culturale, con tappe al Santuario della Madonna del Pettoruto e l’incontro con le comunità Arbëreshë di Acquaformosa e Lungro, custodi di una lingua e tradizioni secolari.

