Il famoso giornalista di Sky Sport arriva in Calabria, regione alla quale è profondamente legato per i trascorsi di suo papà Gianni, per raccontare aspetti inediti del racconto di quelle storie inedite e quindi ancora tutte da scoprire
BOVA MARINA (RC) – Le storie che non passano solo attraverso uno schermo, ma si respirano dal vivo. Venerdì 17 aprile 2026 (ore 19:00), la Biblioteca Comunale “Pietro Timpano” di Bova Marina (provincia di Reggio Calabria) aprirà le porte ad un incontro dal titolo “Parole, vibes e storie vere“. Protagonista dell’evento sarà Gianluca Di Marzio, giornalista di Sky Sport e figlio di Gianni Di Marzio (ex allenatore di Cosenza e Catanzaro).
Gianluca Di Marzio in Calabria, i dettagli sull’evento
Si tratta di un incontro utile per ascoltare racconti autentici, passioni ed esperienze che uniscono la vita quotidiana, l’attività di comunicazione e lo sport. Una vera e propria occasione per la comunità tale da ispirare i giovani, farli confrontare e vivere.

Un’occasione per i giovani e per tutta la comunità di confrontarsi, ispirarsi e vivere insieme un momento di crescita e condivisione. L’idea è semplice ma potente: rimettere al centro l’autenticità.
E chi meglio di Gianluca Di Marzio per parlarne? Lo si vede spesso in tv mentre svela i retroscena del calciomercato, tra scoop e trattative dell’ultimo minuto, ma questa volta il registro cambia. Di Marzio sarà lì per raccontare il lato umano della sua professione, quel filo sottile che unisce la passione per il proprio lavoro alla responsabilità di saper narrare la realtà.
Condivisione e racconto
Nulla a che vedere con una conferenza formale o un’intervista a senso unico. Sarà più che altro un dialogo aperto, un momento di condivisione dove le vibrazioni positive faranno da colonna sonora ad un racconto fatto di percorsi personali e professionali.
È un invito a riscoprire quanto le parole pesino e quanto le storie, quelle vere, siano ancora il modo più forte che abbiamo per connetterci gli uni agli altri. Sarà una serata per ascoltare, certo, ma soprattutto per riflettere su come la comunicazione possa diventare uno strumento di crescita comune.

