Il mandolino che si fa anima a “Sguardi a Sud”: a Mendicino il concerto di Carlo Aonzo

Alessandro Artuso 12 April, 2026 1 min di lettura

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Nell’ambito della rassegna Sguardi a Sud, il virtuoso ligure porta in scena “Il mandolino nobile”: un viaggio solista attraverso tre secoli di musica che si terrà domenica 12 aprile a Mendicino

MENDICINO (CS) – Esistono strumenti che portano con sé l’eco di una tradizione antica, ma nelle mani giuste sanno farsi voce universale, capace di scavalcare i secoli. È questo il caso del mandolino di Carlo Aonzo, atteso protagonista domenica 12 aprile 2026 – alle ore 18:00 – presso il Teatro Comunale di Mendicino.

L’evento intitolato “Il mandolino nobile“, si inserisce nella nona edizione di “Sguardi a Sud“. La rassegna è curata dalla compagnia Porta Cenere, con il sostegno della Fondazione Carical e il patrocinio del Comune di Mendicino.

Sguardi a Sud, le novità su “Il mandolino nobile”

Il concerto non sarà una semplice esecuzione, ma una indagine sonora che attraversa trecento anni di storia della musica. Il programma si muove come una lama di luce tra epoche e stili.

Si va dal Barocco con le architetture preziose di Sauli e Bach al Classicismo con il virtuosismo tecnico di Riggieri e Rovelli, passando per il Romanticismo e oltre grazie alle atmosfere di Milanesi e Calace.

Locandina Sguardi a Sud Il mandolino nobile con Carlo Aonzo

Caarlo Aonzo approda a Mendicino dopo aver solcato i palcoscenici più prestigiosi, dalla Carnegie Hall di New York alle tournée in Asia.

Reduce dal successo del progetto discografico del 2025 dedicato a Beethoven, realizzato insieme al pianista Bruno Canino, l’artista si presenta qui nella sua dimensione più pura. Il solista vuole trasformare il silenzio in un dialogo ancestrale.

Il commento del direttore artistico della manifestazione

Il concerto assume un valore simbolico ancora più profondo in occasione del decennale del Teatro Comunale. Un traguardo non scontato, così come sottolineato da Mario Massaro, direttore artistico di “Sguardi a Sud”.

Tenere vivo un teatro per dieci anni con un’offerta multidisciplinare è un’impresa straordinaria, specialmente dopo i recenti disagi causati dal maltempo che hanno messo a dura prova la struttura. Il mio grazie va ai ragazzi di Porta Cenere. È grazie alla loro passione se oggi possiamo ospitare artisti del calibro di Aonzo“, commenta Massaro.