Enzo Decaro sale sulla “carretta dei comici” per un viaggio tra peste e filosofia, dove l’eredità di Giordano Bruno incontra il genio di Molière. In un Seicento in bilico tra tragedia e illuminazione, la vita si spoglia della realtà per farsi eterno e salvifico teatro
VIBO VALENTIA – Il sipario del Nuovo Teatro Comunale si prepara ad alzarsi su uno degli appuntamenti più attesi della stagione di prosa. Venerdì 10 aprile 2026, la città di Vibo Valentia accoglierà Enzo Decaro, protagonista assoluto de “L’avaro immaginario”. Si tratta di un’opera che promette di incantare il pubblico attraverso un raffinato gioco di specchi teatrali.
Enzo Decaro, pronto lo spettacolo
Non si tratta di una semplice messa in scena, ma di un vero e proprio percorso itinerante e spirituale che conduce gli spettatori “verso Molière”. Decaro è pronto per la sua consueta eleganza e quella profondità ironica che lo contraddistingue.
L’attore sarà affiancato da un cast d’eccezione per esplorare le fragilità e le ossessioni dell’animo umano, partendo dai testi del grande commediografo francese per approdare a una narrazione moderna e universale. Ci sarà spazio anche ad un altro spettacolo, sempre con protagonista Enzo Decaro, giovedì 9 aprile 2026 (ore 21:00) presso il Teatro Impero di Chiaravalle Centrale.

La regia e l’interpretazione si fondono in un omaggio alla commedia dell’arte e alla forza eterna del teatro, capace di far riflettere sorridendo.
Dettagli sullo spettacolo
Immaginare una strada polverosa del Seicento, di quelle che tagliano l’Europa tra l’odore dello zolfo delle guerre e il silenzio spettrale delle città chiuse per la peste. Su questa strada cigola una carretta. Non trasporta mercanzie, ma sogni, copioni e una famiglia di teatranti che ha il destino scritto nel nome.
È il viaggio di Oreste Bruno e della sua compagnia, i Fratelli dè Bruno da Nola. Non sono attori qualunque: nelle loro vene scorre il sangue di Giordano Bruno, il filosofo eretico che aveva visto l’infinito prima di finire sul rogo. E forse è proprio per quella sete di infinito che Oreste guida i suoi verso Parigi, con l’ossessione di incontrare Molière, il gigante che stava rivoluzionando il modo di stare in scena.
In questo racconto, strutturato come un’opera teatrale in sette quadri, un prologo e un epilogo, la realtà e l’immaginazione si confondono continuamente. La “carretta dei comici” – quella stessa immagine così cara a giganti come Peppino e Luigi De Filippo – non è solo un mezzo di trasporto, ma un rifugio. Mentre fuori il mondo brucia e la gente muore, dentro quel carro si recita.
È qui che accade il miracolo: la fuga dalla morte diventa un atto di vita pura. La sopravvivenza non è più solo trovare del cibo, ma trovare una battuta che faccia ridere o un monologo che faccia piangere. In un secolo buio come il Seicento, il teatro diventa l’unica luce possibile, l’unico spazio dove le pestilenze non possono entrare.
Gli appuntamenti
A Chiaravalle Centrale si terrà lo spettacolo de “L’avaro immaginario”: spettacolo in programma giovedì 9 aprile 2026 (ore 21:00) presso il Teatro Impero di Chiaravalle Centrale.

L’appuntamento è fissato per venerdì 10 aprile 2026 alle ore 21:00. La serata si annuncia come un momento di alta condivisione culturale per la comunità vibonese, confermando il Nuovo Teatro Comunale come punto di riferimento centrale per le eccellenze artistiche nazionali.

