Patrizia Laquidara porta il suo “ecosistema” musicale in Calabria: l’incanto di Flòrula in due uniche date

Francesca Bloise 23 March, 2026 2 min di lettura

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Polistena e Reggio Calabria le uniche tappe regionali della cantautrice siciliana. Sul palco con Patrizia Laquidara un viaggio sonoro tra elettronica, memorie d’infanzia e rito collettivo

C’è un termine botanico che descrive l’insieme delle specie vegetali di un territorio circoscritto: Flòrula. Per Patrizia Laquidara, artista siciliana di nascita e veneta d’adozione, questa parola si è trasformata in un manifesto poetico, un “ecosistema umano” dove le radici personali diventano rito condiviso.

Dopo il successo letterario di Ti ho vista ieri e le collaborazioni con Marco Paolini, la vincitrice della Targa Tenco torna alla musica con un progetto coraggioso che farà tappa a Polistena venerdì 27 marzo alle ore 21:30, presso l’Auditorium Comunale ed il 28 marzo a Reggio Calabria.

L’evento, che prevede questo due sole date in Calabria, è frutto della sinergia tra Dracma – Centro di Produzione Teatrale e Capitolo 24, con il supporto delle istituzioni locali e del Ministero della Cultura.

Patrizia Laquidara in Calabria: un suono nuovo tra radici e futuro

Abbandonando le etichette di genere, Patrizia Laquidara porta sul palco un’architettura sonora inedita, prodotta artisticamente insieme a Edoardo Piccolo.

Il concerto si muove su un crinale affascinante: da una parte la profondità della canzone d’autore e delle sonorità rituali, dall’altra le pulsazioni dell’elettronica contemporanea, dei sintetizzatori e delle drum machine.

Ad accompagnare la voce magnetica della cantautrice ci saranno lo stesso Piccolo, Daniele Santimone alle chitarre e Stefano Dalla Porta al basso elettrico.

Dalla biografia alla comunità

Flòrula non è solo un album, ma la naturale prosecuzione del percorso narrativo iniziato col romanzo dell’artista. I brani attingono a piene mani dai racconti dell’infanzia in Sicilia, tra filastrocche e incantesimi, per poi aprirsi a una dimensione più ampia e inclusiva.

«È un lavoro che prova a guardare avanti – spiega l’artista – aprendosi a forme più leggere e immediate senza rinunciare alla profondità».

Il cuore del progetto risiede nel desiderio di non restare soli. Non a caso, il disco è un crocevia di incontri: dai percussionisti brasiliani di Recife al rapper El Coco, fino al brano manifesto Nessuno deve restare di fuori, cantato insieme a Giulia Mei.

Un invito all’ascolto lento

In un’epoca di consumi frenetici, Patrizia Laquidara sceglie la resistenza del “tempo lungo”. Flòrula è stato concepito per essere attraversato con calma, come un paesaggio in cui ogni elemento è connesso all’altro.

Gli appuntamento di Polistena e Reggio Calabria si preannunciano dunque come un’esperienza immersiva, una “soglia” aperta su un mondo dove la memoria individuale si fa finalmente voce di una comunità intera.