Esiste un filo invisibile, ma d’acciaio, che lega la vivacità dei vicoli di Napoli ai palchi della Parigi del Seicento. Su questo ponte ideale si muove “L’Avaro Immaginario – In viaggio verso Molière, da Napoli a Parigi”, l’ultimo progetto teatrale firmato da Enzo Decaro che giunge con un doppio appuntamento in Calabria
Non si tratta di una semplice messa in scena, ma di un raffinato incastro tra memoria storica, studio filologico e reinterpretazione creativa. Il cuore del progetto batte nel solco della tradizione dei De Filippo.
Furono proprio Peppino e Luigi, in passato, a sentire l’urgenza di confrontarsi con la comédie humaine di Molière, trovando nella sensibilità napoletana la chiave perfetta per tradurre l’universalità del drammaturgo francese.
“L’Avaro Immaginario” in Calabria
A oltre quattro secoli dalla nascita di Molière, Decaro riprende quel testimone, concentrandosi su due capisaldi: “L’Avaro” e “Il Malato immaginario”. Lo spettacolo esplora quel confine sottile dove la finzione del palcoscenico si fonde con la realtà quotidiana, confermando il teatro come specchio eterno dell’umanità.
Sotto la regia dello stesso Enzo Decaro, si muove un cast solido e affiatato composto da: Luigi Bignone, Angela De Matteo, Carlo Di Maio e Roberto Fiorentino, Massimo Pagano, Fabiana Russo e Ingrid Sansone.
L’atmosfera barocca e popolare è garantita da un comparto sonoro di grande prestigio. Le musiche di Nino Rota (tratte da Le Molière Immaginaire) si intrecciano a villanelle e canti della tradizione napoletana del XVII secolo. L’impatto visivo è curato nei minimi dettagli grazie alle scene di Luigi Ferrigno, ai costumi di Ilaria Carannante e al comparto luci curato da Luigi Della Monica.
La trama: una carovana verso l’ignoto | Date in Calabria
Al centro della narrazione troviamo la figura di Oreste Brun, discendente del celebre filosofo Giordano Bruno. In un’epoca segnata da una devastante epidemia, Brun guida una compagnia teatrale itinerante in una fuga disperata quanto vitale: si parte da Nola per raggiungere Parigi.
Il viaggio diventa il pretesto per esplorare il legame profondo tra la cultura napoletana e quella francese del XVII secolo. Sono due mondi che, nonostante le distanze, si intrecciano in una danza di filosofia, commedia e dramma esistenziale.
Sta di fatto che per poter ammirare la commedia teatrale si dovrà attendere giovedì 9 aprile 2026 al Teatro Impero di Chiaravalle Centrale (Catanzaro) oppure venerdì 10 aprile presso il Teatro Comunale di Vibo Valentia.

