Si conclude un altro appuntamento che punta a valorizzare le eccellenze di Calabria. La location scelta questa volta è in Albania, l’obiettivo resta però sempre lo stesso: esaltare i prodotti locali e farli apprezzare in giro per il mondo
TIRANA – La capitale albanese ha concluso un ricco fine settimana con Expo Tirana 2026. Non è stata una semplice parentesi commerciale, ma un vero e proprio abbraccio culturale tra le due culturali non così distanti, anzi. Dal 6 all’8 marzo, infatti, il Palazzo dei Congressi della capitale albanese ha ospitato e confermato quanto il legame tra Italia e Albania sia oggi più solido e strategico che mai.
Expo Tirana 2026, tutti gli eventi
Presente la Regione Calabria – grazie al supporto operativo di ARSAC – che ha voluto promuovere le eccellenze del territorio. Un percorso di conoscenza che va dall’eleganza senza tempo della pelletteria alle linee pulite del design d’interni, fino alle ultime frontiere della cosmetica naturale.
Ma è a tavola che si è compiuta la magia. Lo chef Antonio Franzè ha letteralmente incantato il pubblico con la sua cucina identitaria, capace di nobilitare le radici calabresi con un tocco contemporaneo. Luciano Sorbillo ha invece portato a Tirana il mito della pizza napoletana, ricordandoci perché siamo un punto di riferimento mondiale.

E che dire dell’emozione nel vedere i visitatori albanesi scoprire la pitta ’mpigliata? Portare questo dolce tipico in Albania è stato come offrire un pezzo di storia del nostro Meridione, un gesto di ospitalità che è andato dritto al cuore (e al palato) di tutti.
Tanti eventi organizzati in Albania, la Calabria vuol stupire
Oltre agli show cooking e all’arte delle Cake Design Lovers, l’Expo ha saputo guardare lontano, intrecciando il business con la cultura e la visione di futuro. Da sottolineare il momento dedicato alla cultura arbëreshe con il libro di Salvatore Franco. Un promemoria vivente di quanto le nostre storie siano intrecciate da secoli.
Ma non è finita qui perché c’è stato lo spazio per un progetto culturale curato da Francesco Polopoli e Mariateresa Torchia che celebra l’incontro tra la tradizione italiana e quella arbëreshe attraverso la presentazione della fiaba “La Chioccia e i dodici pulcini d’oro“. Nato da un’intuizione di Polopoli, che ha riconosciuto nel racconto un simbolo prezioso di identità condivisa, il lavoro ha preso forma grazie alla sensibilità linguistica della Torchia. Quest’ultima ne ha curato la traduzione per la prestigiosa vetrina internazionale dell’Expo.
Il risultato è un’opera di alto valore simbolico che trasforma la narrazione popolare in un ponte tra culture, preservando la memoria storica e rafforzando il dialogo tra diverse radici linguistiche attraverso il fascino universale della fiaba.
Si è parlato anche di cinema e di come l’audiovisivo possa diventare il nuovo motore per raccontare l’identità di un territorio. Si tratta di un tema che ha trovato grande ascolto tra i professionisti albanesi.

Expo Tirana 2026 si chiude con un bilancio che va ben oltre i numeri e i contatti commerciali. È stata la conferma che la Calabria non è solo una terra di eccellenze, ma un ponte naturale verso i Balcani. Essa è capace di esportare non solo merci, ma uno stile di vita da conoscere e (forse) anche da apprezzare.
Anche l’oro verde al centro della scena
E proprio l’olio della Calabria ha varcato i confini nazionali, portando con sé tutto il prestigio dell’Olio di Calabria IGP in un contesto internazionale di grande rilievo. Non è stata solo una vetrina commerciale, ma un vero e proprio viaggio attraverso il valore autentico di una produzione. Tutto questo è simbolo di qualità, identità e della tradizione produttiva che esalta il Made in Italy.
L’evento ha rappresentato un ponte strategico verso i mercati dei Balcani, riunendo attorno alla tavola (e al business) una platea selezionata di buyer, importatori e operatori professionali. Tra un assaggio e l’altro, le degustazioni si sono trasformate in momenti di narrazione profonda, trasmettendo la cultura olivicola calabrese a chi è sempre alla ricerca di eccellenze certificate.
In questo scenario, il confronto diretto ha aperto nuove strade per la promozione e lo sviluppo, confermando come dietro ogni goccia d’olio ci sia un patrimonio di terra e passione che merita di essere conosciuto e apprezzato ovunque.

