Il 12 marzo il Teatro Auditorium dell’Unical ospita l’esito del laboratorio diretto da Matteo Lombardo e curato da AttorInCorso: “Uomo e Galantuomo”
RENDE – La grande drammaturgia napoletana approda all’Università della Calabria con lo spettacolo in programma il prossimo 12 marzo. Alle ore 20.30, il Teatro Auditorium Unical aprirà il sipario su Uomo e Galantuomo, uno studio teatrale liberamente tratto dall’opera di Eduardo De Filippo.
L’evento rappresenta il momento culminante di un intenso percorso di ricerca e formazione condotto dall’associazione AttorInCorso. Lo spettacolo è il risultato di un laboratorio dedicato all’approfondimento dei personaggi e delle dinamiche eduardiane, sotto la guida del regista e formatore Matteo Lombardo.
“Uomo e Galantuomo” all’Unical: lavoro collettivo sui conflitti umani
Al centro della messa in scena di “Uomo e Galantuomo” c’è una delle prime grandi macchine comiche di Eduardo, riletta attraverso un lavoro collettivo che ha puntato sulla vitalità teatrale e sulla sorprendente attualità dei conflitti umani.

“L’esito scenico propone una rilettura attenta e rispettosa dello spirito originale del testo,” spiegano gli organizzatori, sottolineando come il percorso laboratoriale abbia indagato non solo il ritmo dell’ironia, ma anche le passioni e le fragilità che rendono i testi di De Filippo eterni.
Il cast e la produzione
Sul palco dell’Auditorium saliranno gli interpreti Valeria Bisciglia, Antonio Ferrari, Anna Grano, Pierfrancesco Minervini, Fabrizio Molinari, Marco Settino e Arturo Valentini. La sfida per gli attori è stata quella di confrontarsi con l’ascolto scenico e la costruzione di caratteri complessi, tipici della raffinata scrittura dell’autore partenopeo.
L’adattamento drammaturgico e la regia sono firmati da Matteo Lombardo, mentre l’organizzazione generale dell’evento è stata affidata a Gabriele Bernaudo.
Un progetto in continua evoluzione
L’appuntamento del 12 marzo non segna la fine del progetto, ma una tappa fondamentale. Il laboratorio, promosso da AttorInCorso in collaborazione con il Teatro della Radice, proseguirà infatti anche dopo questa uscita pubblica, continuando la sua missione di studio e approfondimento sulla drammaturgia eduardiana per esplorarne nuovi linguaggi e sfumature.

