Catasta conquista il prestigioso premio a Slow Wine: come il Pollino diventa un distretto vinicolo d’eccellenza

Alessandro Artuso 28 February, 2026 2 min di lettura

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Il prestigioso premio “Carta dei Vini – Spirito Slow” di Slow Wine e Milano Wine Week incorona Catasta. Soddisfazione per l’hub turistico del Parco del Pollino con la miglior selezione di vitigni autoctoni minori

Non è solo un traguardo per l’impresa sociale, ma la consacrazione di Pollino Enoico: un progetto ambizioso che trasforma il Parco in un unico, grande distretto del vino. Grazie a una visione che supera i confini tra Calabria e Basilicata, questo format si afferma come il modello pilota interregionale per la valorizzazione della viticoltura di montagna, unendo formazione, mercato ed enoturismo in un’unica strategia di sviluppo territoriale.

C’è un angolo d’Italia, sospeso fra due regioni, dove il vino non è solo un prodotto, ma un racconto millenario che profuma di storia. Questo racconto ha appena ricevuto un riconoscimento ufficiale di altissimo livello. Catasta trionfa come l’hub turistico e culturale del Parco del Pollino che ha vinto il premio Carta dei Vini – Spirito Slow“.

Pollino Enoico vince su tutti, i dettagli del progetto

Il palcoscenico è stato quello della Slow Wine Fair di Bologna, dove una giuria di esperti (insieme al voto popolare) ha incoronato Catasta per la migliore selezione di vini da vitigni autoctoni minori. È un premio che va oltre la singola bottiglia: riconosce la capacità di interpretare un territorio con coerenza, profondità e coraggio.

Dietro questo successo c’è una visione chiara: Pollino Enoico. Si tratta del format ideato da Catasta per trasformare il Parco in un vero e proprio distretto vinicolo. L’idea è semplice ma ambiziosa: collegare i visitatori ai produttori, trasformando l’enoturismo in un motore di sviluppo reale.

I fondatori di Catasta – Giovanni Gagliardi, Donato Sabatella, Sergio Senatore e Manuela Laiacona – lo spiegano bene: “Siamo nella terra degli Enotri e dei Sibariti, una delle culle della viticoltura mediterranea. Oggi le cantine locali sono i custodi di questa eredità e il premio ricevuto conferma che il mercato e la critica sono finalmente pronti a scoprire il Pollino come nuova destinazione enogastronomica d’eccellenza“.

Un ponte tra Calabria e Basilicata

La forza di questo progetto ha colpito anche le istituzioni. Gli assessorati all’Agricoltura delle due regioni coinvolte stanno guardando a Pollino Enoico come a un modello pilota. L’obiettivo? Creare una piattaforma comune che superi i confini geografici per valorizzare la vocazione agricola e culturale di entrambi i versanti del Parco.

  • Formazione >> per dare a produttori e ospitanti un linguaggio comune e professionale;
  • Mercato >> per portare i vini del Pollino sui tavoli dei grandi buyer e dei ristoranti internazionali;
  • Turismo: per costruire itinerari che abbiano un ritorno economico concreto per chi vive e lavora in montagna.

Il riconoscimento ottenuto a Bologna segna un punto di svolta. Dimostra che quando un’impresa sociale come Catasta riesce a fare rete, la tradizione non resta un ricordo del passato: essa diventa un’infrastruttura per il futuro. Il Pollino non è più “solo” natura incontaminata: è una terra di grandi vini che ha finalmente trovato la sua voce.