Si conclude il doppio appuntamento di Sana Food e Slow Wine Fair 2026 a Bologna: anche in questo caso la Calabria ha voluto partecipare ed essere protagonista degli eventi in terra emiliana
BOLOGNA – La città di Bologna ritorna ad essere la capitale del cibo e del vino sostenibile. La Calabria si è presentata da protagonista alla nuova edizione di Slow Wine Fair e SANA Food, in programma a BolognaFiere dal 22 al 24 febbraio 2026, con uno spazio alla produzione agroalimentare nel segno di qualità, sostenibilità e identità territoriale. Nel frattempo, continua il lavoro della Regione dopo la chiusura dell’evento Beer&Food Attraction che si è tenuto di recente a Rimini.
Cala il sipario su Slow Wine Fair e SANA Food a Bologna
Le due manifestazioni, appuntamenti di rilievo internazionale, hanno messo al centro filiere virtuose, trasparenza produttiva e rispetto per l’ambiente. Da un lato il vino di qualità, dall’altro l’alimentazione biologica, sana ed etica: un doppio binario che incrocia cultura del territorio e innovazione sostenibile.

Il comparto biologico rappresenta uno dei punti di forza della strategia calabrese. La Regione Calabria investe da anni per sostenere le produzioni bio e accompagnare gli agricoltori verso modelli agricoli più sostenibili. Una scelta che punta alla tutela ambientale, alla salvaguardia della salute e ad un’agricoltura sempre più orientata verso la qualità.
A Bologna, inoltre, la Calabria si è presentata con il progetto “Calabria Straordinaria”, sostenuto dalla Regione e dall’operatività dell’ARSAC, promuovendo un sistema produttivo che affonda le radici nella biodiversità e nelle tradizioni agricole millenarie.
Numeri alla mano, inoltre, alla Slow Wine Fair hanno partecipato 38 aziende vitivinicole calabresi, in prevalenza piccole realtà selezionate secondo i criteri di sostenibilità (promossi da Slow Food). Una presenza che racconta una Calabria autentica, fatta di piccoli produttori e forte legame con il territorio.
La Calabria non si ferma…tante novità in arrivo
I numeri confermano la vocazione green della regione. Il 36,3% della superficie agricola utilizzata è coltivata in regime biologico, con oltre 70mila ettari di uliveti bio. La Calabria è oggi tra i principali produttori italiani di olio e vino biologici, un primato che rafforza la sua posizione nel panorama agroalimentare nazionale.

Dal vino all’olio, dai grani antichi ai prodotti trasformati di alta qualità, la partecipazione alle fiere bolognesi rappresenta un’occasione strategica per promuovere un modello di sviluppo che unisce origine e sostenibilità. Un percorso che punta a valorizzare le piccole e medie imprese diffuse sul territorio e a consolidare l’immagine della Calabria come punto di riferimento per la biodiversità agroalimentare.
La sinergia con Slow Food rafforza ulteriormente questa visione: l’incontro tra biologico e biodiversità diventa così uno degli assi portanti delle politiche regionali, con l’obiettivo di coniugare prodotto e territorio in una strategia di crescita sostenibile e riconoscibile sui mercati nazionali e internazionali.
Si chiude l’edizione 2026
Il doppio appuntamento di Bologna ha segnato un momento di svolta per l’enogastronomia italiana, trasformando la città in un vero laboratorio della sostenibilità. Le fiere Sana Food e Slow Wine Fair hanno dimostrato che il futuro della tavola non è solo “green”, ma soprattutto umano.
In questo scenario, la Calabria si è ritagliata un ruolo da protagonista assoluta. Attraverso il progetto “Una Tavola SANA con Calabria Straordinaria” si è raccontata la propria identità bio e DOP in modo creativo e multisensoriale.

Parallelamente, la quinta edizione della Slow Wine Fair ha alzato l’asticella del dibattito, spostando l’attenzione dal biologico alla giustizia sociale nel mondo del vino. Di fatto, quindi, questi tre giorni hanno confermato come la qualità certificata e il rispetto per chi lavora la terra siano gli unici binari su cui può viaggiare un’eccellenza che voglia dirsi davvero tale.
L’edizione 2026 ha dimostrato che la qualità di un prodotto non può prescindere dall’etica della sua produzione. La Calabria si è confermata una regione all’avanguardia nel panorama agricolo contemporaneo, integrando i suoi sapori con i valori della sostenibilità sociale.


