C’è chi incide numeri sulla pelle e chi, come Alfred Nakache, ha deciso di solcare l’acqua per non affogare nella disperazione. Raoul Bova porta in scena la storia incredibile del “Nuotatore di Auschwitz”
VIBO VALENTIA – Dopo lo stop causa problemi di salute è il momento di tornare con il debutto de “Il Nuotatore di Auschwitz” al Teatro Comunale di Vibo Valentia. Raoul Bova lo ha promesso e tornerà in scena sabato 18 aprile 2026. I biglietti dello spettacolo, inizialmente programmato per lo scorso 16 gennaio, saranno comunque validi per l’evento.
Lo spettacolo con protagonista Raoul Bova
Il Teatro Comunale di Vibo Valentia aprirà le porte ad una storia che tocca le corde più profonde dell’anima. Sul palco, infatti, Raoul Bova presterà il volto e la voce a “Il Nuotatore di Auschwitz”. Si tratta di uno spettacolo che non è solo una cronaca della Shoah, ma un potente inno alla resilienza umana.

L’opera diretta e adattata da Luca De Bei ripercorre la vita incredibile di Alfred Nakache. L’uomo è il campione francese di origine ebraica che passò dai record mondiali alla polvere del campo di sterminio, diventando il detenuto numero 172763.
Ma Nakache non fu un prigioniero come gli altri. Anche nel cuore dell’orrore, trovò un modo per restare un uomo libero: lo fece tuffandosi nelle acque gelide di un bacino idrico del campo, continuando ad allenarsi segretamente. Quelle bracciate nel silenzio di Auschwitz non erano solo esercizio fisico, ma una forma di resistenza interiore, un rifiuto di farsi annientare.
Un racconto molto toccante
Questa forza straordinaria lo portò non solo a sopravvivere, ma a tornare a gareggiare dopo la guerra, conquistando nuovi record e partecipando alle Olimpiadi di Londra del 1948, simbolo di una rinascita che sembrava impossibile. Il racconto di Nakache si intreccia profondamente con le riflessioni di Viktor E. Frankl, lo psichiatra austriaco autore del celebre “Uno psicologo nei lager”.
Frankl fu anch’egli internato nello stesso campo, cercando di spiegare come superare le prove più dure risiede nella ricerca di un senso profondo della propria esistenza. Lo spettacolo mette in scena proprio questo dialogo ideale tra l’azione del nuotatore e il pensiero del filosofo.
L’atmosfera scenica è resa ancora più coinvolgente dalle musiche originali di Francesco Bova e dai contributi video di Marco Renda. Insieme al disegno luci di Marco Laudando, nonché ai costumi di Francesca Schiavon, creano un ambiente visivo ed emotivo di grande impatto. Anche quando tutto sembra perduto, la determinazione e la dignità possano farsi strada attraverso l’acqua e il tempo, trasformando la sofferenza in una vittoria definitiva sulla morte.


