Quando il lavoro e la sopravvivenza diventano un labirinto: in scena arriva “Smart Work”

Francesca Bloise 18 February, 2026 1 min di lettura

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Domani, giovedì 19 febbraio, il Nuovo Supercinema di Catanzato ospita l’ironica e tagliente analisi della precarietà moderna con “Smart Work” con Francesco Rizzo e la regia di Gianluca Vetromilo

CATANZARO – Cosa succede quando il confine tra casa e ufficio svanisce e la “libertà” del lavoro da remoto si trasforma in una reperibilità h24? E quando l’equilibrio precario basato sull’impellenza di far quadrare i conti elimina del tutto il tempo per sé?

A rispondere, con la forza della satira e del ritmo teatrale, è lo spettacolo “Smart Work”, che andrà in scena domani, giovedì 19 febbraio 2026, alle ore 21:00 presso il Nuovo Supercinema di Catanzaro con Francesco Rizzo e la regia di Gianluca Vetromilo.

“Smart Work”: un ritratto generazionale (e non solo)

Lo spettacolo non è solo una commedia, ma un’indagine sociale mascherata da intrattenimento. Protagonista è l’uomo contemporaneo, intrappolato in una vita che sa sempre più di lavoro e meno di autonomia, di una quotidianità che diventa sopravvivenza tra call center e consegne in bicicletta, tra turni e conti da far quadrare.

Sul palco troviamo un giovane che inglobato completamente dalla necessità di “sopravvivere” dimentica completamente sé stesso non avendo più del tempo per alimentare passioni, distrazioni, godere dei momenti di convivialità in una vita nella quale il lavoro occupa gran parte del tempo e l’autonomia quasi un’utopia.

Sul palco, dunque, la fotografia di uno status che oggi è, purtroppo sempre più ricorrente. Una giornata tipo di una giovane che si divide tra le tante difficoltà della quotidianità senza trovare davvero il tempo per viverla.

Perché vedere lo spettacolo

Perchè vedere questo spettacolo? Perché è uno spaccato di vita, un’opera tanto amara quanto realistica che ci invita a riflettere riconsiderando quelle che sono le vere priorità della vita, riscoprendeo il valore del tempo e delle relazioni, in un sistema che è sempre più come un vortice e sembra aver messo da parte le vere esigenze dell’uomo.

Semplice e dissacrante, vediamo proiettato davanti ai nostri occhi l’epopea dei giovani di oggi, da un lato smart-working che quasi non lascia mai liberi, dall’altro tanti lavori contemporaneamente, al mattino operatore di un call center, la sera driver che consegna le pizze, per pareggiare i conti.

Il risultato? Lo stesso, l’io e la sua essenza scompare nel mentre si cerca di rimanere a galla senza farsi trascinare dal vortice dei conti e dell’autonomia.