“La Zattera” al Teatro Gambaro di San Fili: lo spettacolo che trasforma il mare in anima

Marco Garofalo 18 February, 2026 1 min di lettura

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Domenica 22 febbraio la Compagnia della Pigna porta in scena un’opera inedita di Raffaele Galiero diretta da Francesca Manna. Un viaggio crudo e poetico sulla condizione umana e il destino dei migranti

SAN FILI )CS) – Il mare non è solo una distesa d’acqua; è uno specchio che riflette coraggio, terrore, solitudine e una fame insaziabile di vita. Domenica 22 febbraio, alle ore 18:30, il Teatro Gambaro di San Fili si trasforma in un palcoscenico di umanità con il debutto di “La Zattera”, una produzione firmata dalla Compagnia della Pigna.

La Zattera Un’opera nata dall’urgenza di raccontare

Lo spettacolo affonda le sue radici in un momento di improvvisazione durante un laboratorio estivo. Quello che era iniziato come uno sketch di cinque minuti tra due migranti su una spiaggia è diventato, grazie alla penna di Raffaele Galiero, un racconto travolgente sulla fragilità universale.

“In fondo, siamo tutti migranti: partiamo da un posto dove non possiamo più stare, cercando altrove una vita migliore,” spiega l’autore Galiero.

La regia di Francesca Manna ha saputo dare corpo a questa visione, costruendo una struttura scenica dove la parola si fa “dolce e violenta allo stesso tempo”, preparando gli attori a un viaggio emotivo viscerale.

La trama: tre uomini, una zattera, un solo destino

Al centro della scena tre figure: Luca, Marco e Matteo. Tre storie di fuga e speranza sospese su una zattera instabile che oscilla come le emozioni di chi la abita. In un equilibrio precario tra disperazione e fiducia, i protagonisti si cercano e si sostengono, rendendo la scena un corpo vivo di luci e ombre.

Lo spettacolo affronta temi brucianti della nostra attualità:

  • Migrazione e confini: L’illusione che pochi chilometri d’acqua possano cambiare la natura dell’uomo.
  • Guerra e oppressione: Le forze che spingono verso l’ignoto.
  • Resilienza: La capacità di resistere e cercare una connessione umana anche nel dolore dell’abbandono.

Il cast e l’atmosfera sonora

A dare vita a questo “viaggio indicibile” sarà un cast corale composto da:

  • Caroli Filice, Diego Carbotti, Domenico Sorrenti, Erica Perrotta, Gianluigi Leone, Giusy Monterosso e Manolo Capozza.

L’esperienza sensoriale è completata dalle musiche di Kwadian, che includono brani inediti capaci di scandire la fatica, la sete e i sogni infranti, trasformando ogni scena in un battito del mare.