Paolo Crepet all’Unical, la dittatura del “like” e il coraggio di essere scomodi

Alessandro Artuso 12 February, 2026 1 min di lettura

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In un mondo di algoritmi e “like”, lo psichiatra Paolo Crepet ci pone davanti a una verità scomoda: ci stiamo autocensurando per paura di essere diversi

RENDE (CS) – Il prossimo 24 marzo 2026, il TAU (Teatro Auditorium Unical) di Rende si prepara ad ospitare uno degli appuntamenti culturali più attesi della stagione: salirà sul palco Paolo Crepet.

Si tratta dello psichiatra e sociologo che porterà in scena una riflessione profonda e necessaria sul tema della libertà, intitolata alle sfide della contemporaneità. Al centro dell’incontro, infatti, Crepet pone un interrogativo urgente: siamo ancora davvero liberi di pensare? In un’epoca dominata da algoritmi e “bolle” social, lo psichiatra mette a nudo le nuove forme di censura invisibile.

Paolo Crepet all’Unical

Non si tratta più di divieti imposti dall’alto, ma di un meccanismo più sottile e pericoloso: l’autocensura. La paura del giudizio altrui, la pressione dei “like” e l’aderenza a schemi ideologici precostituiti stanno lentamente spegnendo la nostra capacità di analisi.

Paolo Crepet Il reato di pensare TAU

Secondo Crepet, il prezzo da pagare per questa deriva è altissimo: la morte della creatività. Se tutti pensiamo allo stesso modo per paura di essere esclusi, l’originalità scompare. “Dobbiamo tornare a osare” – è il messaggio che emerge dalle sue riflessioni – “difendendo quel diritto alla disobbedienza intellettuale che è l’unico vero motore del progresso umano“.

Un invito al coraggio

L’evento al TAU non sarà una semplice conferenza, ma uno stimolo vitale per studenti, educatori e cittadini. Un invito a rompere gli schemi, a recuperare l’autonomia di giudizio e a riscoprire il valore del pensiero critico. In un mondo che ci vuole prevedibili e omologati, Crepet ricorda come l’unico modo per essere veramente vivi sia avere il coraggio di essere unici.