In un mondo di algoritmi e “like”, lo psichiatra Paolo Crepet ci pone davanti a una verità scomoda: ci stiamo autocensurando per paura di essere diversi
RENDE (CS) – Il prossimo 24 marzo 2026, il TAU (Teatro Auditorium Unical) di Rende si prepara ad ospitare uno degli appuntamenti culturali più attesi della stagione: salirà sul palco Paolo Crepet.
Si tratta dello psichiatra e sociologo che porterà in scena una riflessione profonda e necessaria sul tema della libertà, intitolata alle sfide della contemporaneità. Al centro dell’incontro, infatti, Crepet pone un interrogativo urgente: siamo ancora davvero liberi di pensare? In un’epoca dominata da algoritmi e “bolle” social, lo psichiatra mette a nudo le nuove forme di censura invisibile.
Paolo Crepet all’Unical
Non si tratta più di divieti imposti dall’alto, ma di un meccanismo più sottile e pericoloso: l’autocensura. La paura del giudizio altrui, la pressione dei “like” e l’aderenza a schemi ideologici precostituiti stanno lentamente spegnendo la nostra capacità di analisi.

Secondo Crepet, il prezzo da pagare per questa deriva è altissimo: la morte della creatività. Se tutti pensiamo allo stesso modo per paura di essere esclusi, l’originalità scompare. “Dobbiamo tornare a osare” – è il messaggio che emerge dalle sue riflessioni – “difendendo quel diritto alla disobbedienza intellettuale che è l’unico vero motore del progresso umano“.
Un invito al coraggio
L’evento al TAU non sarà una semplice conferenza, ma uno stimolo vitale per studenti, educatori e cittadini. Un invito a rompere gli schemi, a recuperare l’autonomia di giudizio e a riscoprire il valore del pensiero critico. In un mondo che ci vuole prevedibili e omologati, Crepet ricorda come l’unico modo per essere veramente vivi sia avere il coraggio di essere unici.


