Il cammino come filosofia: Umberto Galimberti inaugura una serata di riflessione al Rende Teatro Festival

Alessandro Artuso 4 February, 2026 2 min di lettura

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Il pensiero che interroga il presente approda nel cuore del campus universitario bruzio. Giovedì 12 febbraio, il Rende Teatro Festival accende i riflettori sull’incontro con Umberto Galimberti, uno dei momenti più attesi della stagione culturale

RENDE (CS) – C’è un’urgenza profonda che attraversa il nostro tempo: quella di ritrovare un senso nel disorientamento della modernità. È proprio da questa necessità che muove “L’etica del viandante”, l’atteso incontro con Umberto Galimberti che si terrà giovedì 12 febbraio 2026 alle ore 21.00.

La cornice è quella prestigiosa del Teatro Auditorium dell’Università della Calabria, a Rende, che per una sera si trasformerà in uno spazio di libero pensiero e introspezione. L’evento, inserito nel cartellone del Rende Teatro Festival, non è una semplice conferenza, ma un invito a cambiare prospettiva sul nostro modo di stare al mondo. Si tratta di una indagine necessaria e profonda sulla condizione dell’essere umano in un’epoca dominata dalla tecnica.

Umberto Galimberti all’Unical

Galimberti, figura di riferimento della filosofia contemporanea, ci conduce lungo i sentieri di una riflessione audace: l’uomo non deve più considerarsi un “proprietario” della Terra, ma un “viandante”.

In un’epoca dominata dal nichilismo e dallo strapotere della tecnica, il viandante è colui che accetta l’assenza di mete prestabilite per riscoprire la bellezza della ricerca e il valore dell’esperienza autentica.

Sarà un viaggio interiore guidato da un pensiero lucido e mai banale, capace di interrogare le nostre certezze e di proporre un nuovo modello di civiltà, fondato sulla consapevolezza e sul rispetto profondo dell’esistenza.

Per chi cerca risposte, o forse solo domande migliori, l’appuntamento con Galimberti rappresenta un’occasione imperdibile di confronto con una delle menti più autorevoli del nostro panorama culturale.

Un viaggio attraverso il viandante

In un presente che ha visto crollare le grandi certezze e le finalità ultime, Galimberti propone una figura rivoluzionaria: il viandante. A differenza del viaggiatore, che si muove spinto da una meta precisa, il viandante è colui che accetta l’assenza di uno scopo predeterminato.

Il suo non è un vagabondare anarchico, ma una pratica di estrema responsabilità. In un mondo dove non esistono più “porti sicuri” – siano essi la patria, la verità assoluta o la salvezza – l’unica libertà risiede nel cammino stesso. Abitare l’incertezza diventa così l’unico modo per esercitare ancora un pensiero critico e una reale consapevolezza.

Chi è Umberto Galimberti

Filosofo, psicoanalista e docente universitario, Umberto Galimberti è una delle figure più influenti del panorama culturale italiano. Già professore all’Università Ca’ Foscari di Venezia, ha dedicato la sua carriera all’analisi del nichilismo e delle trasformazioni dell’uomo nell’era tecnologica.

Dalle pietre miliari come “Il corpo” e “Psiche e techne” fino ai successi più recenti come “L’ospite inquietante” e “La parola ai giovani”, la sua ricerca continua a fornire gli strumenti critici per orientarsi nelle complessità del mondo attuale.