Nika Perrone in Don Matteo: dalle radici calabresi a Rai 1: «Presto ruolo da protagonista» I L’intervista

Francesca Bloise 30 January, 2026 3 min di lettura

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Nika Perrone si confessa: il debutto in prima serata su Rai 1 è il frutto di anni di sacrifici e studio. L’attrice originaria di Mormanno svela perché il vero cuore del suo lavoro batte durante le prove

Gli appassionati delle fiction italiane l’avranno vista ieri sera sul piccolo schermo, in prima serata su Rai1. Parliamo di Nika Perrone, l’attrice calabrese che nella serie Don Matteo con Raul Bova ha interpretato una madre che va alla ricerca di sua figlia.

Originaria di Mormanno, nel cuore del Pollino, l’attrice che vanta un lungo percorso di studi, tra la Scuola di Perfezionamento dell’Attore del Teatro Argentina all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” fino all’Escuela Superior de Arte Dramático Miguel Salcedo Hierro di Cordoba, oggi è un volto del piccolo e grande schermo.

Il ruolo in Don Matteo, infatti, è solo l’ultimo di partecipazioni importanti che l’hanno vista prendere parte a “L’Arte della Gioia”, “La legge di Lidia Poët” e “The Good Mothers”.

Nonostante l’emozione di vedersi in prima serata su Rai 1, Nika Perrone mantiene un approccio artigianale al suo mestiere. Per lei, infatti, il valore non sta solo nel prodotto finale che vediamo in TV, ma nel processo creativo.

Le prove, il set e il lavoro dietro le quinte sono il vero “cuore” dell’esperienza attoriale. È questo e molto altro che ci ha raccontanto nella nostra intervista.

Come sei arrivata nel cast di Don Matteo?


Nel cinema come l’ho conosciuto io non esistono scorciatoie. È un percorso lungo, fatto prima di tutto di formazione, e solo in un secondo momento di incontri con le agenzie, di provini, di piccoli ruoli e di tanta esperienza sul campo. All’inizio si ho lavorato molto in teatro, quello è il luogo ideale per incontrare altri operatori del settore.
Solo con il tempo, il lavoro, la costanza e la continuità sono arrivate le occasioni più importanti.I ruoli di maggiore rilievo non sono stati un punto di partenza, ma un risultato, nati da anni di lavoro e di crescita. Ogni progetto contribuisce a costruire un percorso, e quando tutti gli elementi — artistici, produttivi e umani — si allineano, allora si viene scelti per responsabilità sempre più grandi.

Com’è stato vederti, dopo tanto studio e sacrificio, in prima serata su Rai 1?


Per me è più interessante il processo che il risultato finale. Le prove e il girato sono il vero cuore del lavoro dell’attore. Credo che le prove dovrebbero essere aperte al pubblico: è lì che si produce un materiale prezioso, che spesso non viene poi necessariamente palesato nel prodotto finale. La messa in onda è un momento importante, certo, ma non è quello che definisce davvero il valore dell’esperienza.

Impossibile non chiedertelo: recitare insieme a Raoul Bova?


Quando sei dentro la macchina del lavoro non metti i divi al di sopra di te. Sono colleghi, persone con cui costruire una relazione professionale e, a volte, umana. Se così non fosse, sarebbe difficile lavorare con serenità. e comunque Raoul è stata una presenza molto positiva sul set: una persona gentile, professionale, umile, con la quale si può costruire un dialogo che sia sempre a favore del risultato finale e mai di una gloria individuale.

Nika Perrone

Puoi svelarci qualche chicca del set e del dietro le quinte?

Risentiamoci dopo la puntata 10!

Mormanno, la tua città natale, ti ha seguita e supportato. Cosa rappresentano per te le tue origini?


Guardo sempre con affetto alle mie origini, ma a volte succede che ci sia più clamore che reale supporto. Quando ho provato a portare concretamente il mio lavoro nella nostra terra, non ho sempre trovato un vero appoggio. È molto più facile applaudire un successo su Rai 1. Questo mi dispiace, perché in Calabria ci sono possibilità e talenti, ma spesso manca un pratico sostegno.

Progetti per il futuro? Puoi anticiparci qualcosa?


Posso dire che usciranno altri progetti su Rai 1, su Netflix e su HBO, ma al momento non posso svelare altro. Posso però anticipare che ci sarà anche un film da protagonista in Albania!

A marzo inizierò la seconda tournée de La singora delle Camelie, con la regia di Giovanni Ortoleva, e a maggio sarò in scena con al Museo Bagatti-Valsecchi di Milano con un testo che sto scrivendo assieme a Michele Di Mauro.