La Calabria torna al centro della scena enologica internazionale con Vinitaly and the City al Parco Archeologico di Sibari dal 17 al 19 luglio ed il Merano WineFest a Cirò dal 5 al 7 giugno
Anche il 2026 in Calabria sarà scandito dai grandi eventi del vino. Dopo il successo dello scorso anno, la regione si conferma meta d’eccezione per alcune delle più importanti kermesse enologiche d’Italia.
Parliamo di Vinitaly and the City e del Merano Wine Festival che torneranno in estate. Ad annunciare le date, già stabilite, è stato l’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo che con una comunicazione tramite i social ha dato il via ufficiale al countdown.
Il Vinitaly and the City sarà ospitato, ancora una volta, nel suggestivo Parco Archeologico di Sibari dal 17 al 19 luglio, mentre il Merano WineFest si svolgerà a Cirò dal 5 al 7 giugno.

Il “salotto” di Merano WineFestival torna a Cirò
Dal 5 al 7 giugno, l’eleganza del Merano WineFestival lascia le vette altoatesine per tornare a respirare l’aria ionica di Cirò.
Non si tratta di una semplice fiera, ma di un vero e proprio “fuori salone” d’eccellenza che celebra il legame indissolubile tra il vitigno autoctono Gaglioppo e la sua terra d’origine. Tre giorni di:
- Degustazioni tecniche guidate da esperti di fama internazionale;
- Confronti tra produttori, dove la tradizione millenaria di Cirò incontra l’innovazione;
- Focus sulla qualità, seguendo il rigoroso standard di selezione imposto dal “The WineHunter” Helmuth Köcher.

Vinitaly and the City a Sibari a luglio
L’estate calabrese si accende poi dal 17 al 19 luglio, quando il prestigioso marchio Vinitaly and the City farà il suo trionfale ritorno nel Parco Archeologico di Sibari.
Immaginate di sorseggiare i migliori vini della regione e d’Italia tra le vestigia di una delle più potenti poleis della Magna Grecia.
Un connubio tra cultura e gusto che l’anno scorso ha già incantato migliaia di visitatori e che quest’anno si prepara a fare di meglio con percorsi sensoriali all’aperto, talk e masterclass che raccontano il vino non solo come prodotto, ma come eredità culturale, il tutto avvolto da un’atmosfera magica, con luci e musica che esaltano la bellezza del sito archeologico sotto le stelle.

La Calabria del vino che cresce e sa farsi apprezzare
Il ritorno di questi brand in Calanbria non è un caso, ma una vera e propria conquista. È il riconoscimento di una Calabria del vino che cresce, che sa fare rete e che punta su un’offerta turistica di altissimo profilo. È il simbolo di una regione che nel tempo ha saputo costruire consapevolezza e orgoglio identitario su un fronte che per troppo tempo è rimasto sottovalutato.
«Prima del Covid, nei nostri ristoranti su dieci vini solo due erano forse calabresi. – ha detto l’assessore Gianluca Gallo – Oggi abbiamo capovolto la proporzione non per chiuderci nel mercato interno, ma per rafforzare la nostra reputazione. Il vino calabrese è cresciuto perché il settore si è messo in gioco ed è evoluto».
Un percorso di rinascit quello iniziato dal vino calabrese che passa anche attraverso la valorizzazione del territorio, dando voce da un lato ai produttori e alle cantine locali, che escono così dai confini regionali, e che punta ad attrarre anche nuovi turisti, quelli che amano l’enogastronomia e che cercano esperienze autentiche da fare.
La Calabria si prepara a vivere, dunque, un’estate di calici alzati e sguardi rivolti al futuro con due eventi, tra Cirò e Sibari, che ormai parlano non solo all’Italia tutta ma al mondo dell’eccellenza del vino.

