Pirandello rivive a teatro: Primo Reggiani e Jane Alexander in Calabria con “Uno, Nessuno, Centomila”

Francesca Bloise 20 January, 2026 2 min di lettura

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A cento anni dalla pubblicazione del capolavoro pirandelliano, la trasposizione teatrale di “Uno, Nessuno, Centomila” fa tappa a Crotone e Cosenza, con tre date, per analizzare la crisi dell’identità moderna

Il fascino senza tempo di Luigi Pirandello torna a incantare il pubblico. Arriva in Calabria la trasposizione teatrale di “Uno, Nessuno, Centomila”, l’ultimo e più amaro romanzo dello scrittore siciliano, che proprio quest’anno celebra il suo centenario.

Dal 28 al 30 gennaio lo spettacolo sarà a Crotone e a Cosenza. “Uno, Nessuno, Centomila” andrà in scena il 28 gennaio 2026, ore 20.30, al Teatro Apollo di Crotone nell’ambito della rassegna “Crotone… Voglia di Teatro”; il 29 e 30 gennaio, ore 20.30, al Teatro Rendano di Cosenza per la Rassegna L’Altro Teatro.

In esclusiva, venerdì 30 gennaio alle ore 10.00, è prevista anche la matinée – già sold out – per gli studenti degli istituti scolastici di Cosenza e provincia. Entrambe le rassegne sono curate da Gianluigi Fabiano e finanziate con risorse PAC 2014-20 erogate ad esito dell’Avviso “Distribuzione teatrale 2025” dalla Regione Calabria – Settore Cultura.

“Uno, Nessuno, Centomila”: lo spettacolo sul romanzo più amaro di Pirandello

Sotto la guida sapiente del regista Nicasio Anzelmo, l’opera vedrà protagonisti due volti celebri dello spettacolo italiano: Primo Reggiani e Jane Alexander. Accanto a loro, un cast di eccellenza composto da Francesca Valtorta, Fabrizio Bordigon ed Enrico Ottaviano.

Insieme, gli attori rileggeranno quello che Pirandello definì “la sintesi perfetta di tutto ciò che ho fatto e sorgente di tutto quello che farò” ed il romanzo “più amaro di tutti, profondamente umoristico, di scomposizione della vita”.

Un testo profondamente umoristico che mette a nudo la scomposizione della vita e la fragilità dell’io che noniostante il tempo conserva intatto la sua modernità e affronta temi di grande attualità.

Uno Nessuno Centomila

Vitangelo Moscarda e la crisi della società: 100 anni e così attuale

Al centro della vicenda di “Uno, Nessuno, Centomila”, c’è Vitangelo Moscarda, interpretato da Primo Reggiani, forse uno dei personaggi più complessi della produzione pirandelliana: “prima impacciato e prigioniero delle opinioni altrui, poi sempre più consapevole e determinato a cercare l’autenticità spirituale dell’esistenza, fino all’affrancamento finale da tutte le rabbie del mondo”.

La vita di Mascarda viene stravolta da un’osservazione banale: il suo naso pende verso destra. Un piccolo dettaglio dal quale nasce per l’uomo un viaggio interiore devastante. Moscarda scopre di non essere per gli altri ciò che crede di essere per se stesso.

Inizia così una lotta frenetica per distruggere le “maschere” che la società gli impone, cercando un’autenticità spirituale che lo porterà, alla fine, a volersi liberare da ogni legame materiale per diventare “aria, vento, puro spirito”.

Ironico, grottesco, capace di mettere in crisi la società borghese del primo Novecento. “Uno, Nessuno, Centomila tocca temi estremamente attuali come il rapporto con la natura, con una spiritualità negata dalla società e dalla convenienza, la ricerca spasmodica di se stessi. Un testo che nella sua modernità sorprende, soprattutto oggi.