Festa del Pane, il volo dei rapaci nel centro storico di Altomonte: “Un mondo affascinante”

Alessandro Artuso 17 November, 2025 3 min di lettura

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Vedere così da vicino i rapaci e farli apprezzare anche alla Gran Festa del Pane di Altomonte. L’intervista a Carmine Golia per far conoscere un mondo pieno di curiosità e che richiama addirittura il Medioevo

La Gran Festa del Pane di Altomonte ha ospitato da venerdì 14 a domenica 16 novembre 2025 tanti stand che hanno proposto leccornie di ogni genere, ma una delle chicche che ha attratto grandi e piccoli è sicuramente quella dei rapaci.

L’Associazione Falconeria Sportiva Artiglio dell’Aquila è giunta nel borgo di Altomonte dopo aver partecipato anche ad altre manifestazioni (fra queste c’è anche la Sagra della Castagna di San Donato di Ninea ndr). Non solo cibo ad Altomonte, c’è spazio anche per un aspetto non conosciuto da molti. Educare al rispetto per gli animali e conoscere il loro habitat, le abitudini e molto altro.

Non solo pane ad Altomonte | L’intervista a Carmine Golia

Carmine è stato accompagnato ad Altomonte dal collega Leonardo Riccardi. Insieme hanno mostrato il mondo dei rapaci e tutto ciò che li circonda. Curarli ogni giorno, farli vivere al meglio e non costringerli a rimanere in gabbia. Con questa idea è infatti partito il progetto dell’Artiglio dell’Aquila.

Nella zona di Lauropoli (zona che si trova nel Comune di Cassano all’Ionio), Carmine Golia si occupa insieme al collega Leonardo Riccardi di questi rapaci. Un lavoro di certo non semplice per degli animali con un carattere non sempre semplice.

Fra i volatili presenti alla Gran Festa del Pane non era presente l’aquila, ma la scelta era inevitabile. Si tratta di un volatile difficile da gestire e la presenza di tanta gente avrebbe messo a dura prova il suo carattere non di certo mite. Il mondo dei rapaci resta l’argomento principe dalla discussione che la redazione di Cercoeventi ha avuto con Carmine Golia.

Da dove nasce questa passione e cosa l’ha spinta a conoscere questo mondo?

«La mia passione è nata perché amo gli animali. Sin da piccolo vedevo dei documentari sui rapaci. Il carattere, l’attività di predazione mi hanno attratto praticamente da sempre. All’inizio seguito alcuni appassionati in tv, poi ho scelto di approfondire le mie conoscenze. Ho studiato, acquistato dei libri e mi sono aperto a questo mondo. Devo dire che ho iniziato ad addestrare grazie ad Angelo Iannelli. La storia ci insegna che già Federico II di Svevia scrisse il trattato De arte venandi cum avibus, il Medioevo fu infatti un periodo ideale».

Come vivono questi rapaci e cosa fanno nella vita di tutti i giorni?

«I rapaci stanno fuori durante il giorno anche per prendere il sole, in questi momenti curano anche il piumaggio. A turno li sposto in aperta campagna dove possono volare per ore. Vanno in giro, predano, quello che generalmente fanno in natura. Ma quando non trovano la preda gli diamo comunque un premio per aver cacciato o tentato di farlo. Si muovono essenzialmente per predare, il resto della giornata stazionano sui posatori. Non sono animali dediti al movimento, fanno proprio un minimo sforzo».

Vedere i rapaci così da vicino – così come fatto ad Altomonte – non è semplice, anzi. Si tratta di animali che generalmente non si vedono spesso e volentieri. Certamente un modo diverso di farli conoscere a tutti

«Vederli a poca distanza non è semplice e soprattutto scontato. I rapaci hanno da sempre ispirato e affascinato l’essere umano. Conoscere questo mondo è interessante, anche ad Altomonte sabato e domenica li abbiamo fatti volare in piazza (vicino la Chiesa di Santa Maria della Consolazione ndr). Quando cambiano posto gli dobbiamo dare un po’ di tempo per conoscere e ambientarsi. In questo caso abbiamo proceduto con dei richiami che facciamo per mantenere l’animale in forma e quindi farlo muovere».