Il calabrese Massimo Sirelli su Rai 1: a Tale e Quale Show racconta la sua storia a sostegno della campagna AIRC

Francesca Bloise 7 November, 2025 1 min di lettura

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La campagna AIRC dei “Giorni della Ricerca” negli scorsi giorni è arrivata in tv e precisamente sulle reti Rai. Questa sera, Carlo Conti, Ambassador AIRC, porta la maratona, che si accince a concludersi, direttamente in prima serata su Rai 1, all’interno di uno dei suoi programmi di punta: “Tale e Quale Show”.

Per tutta la durata del programma, infatti, il conduttore, insieme alla giuria e agli artisti, inviterà il pubblico a sostenere il lavoro dei ricercatori grazie al quale oggi, tante malattie che un tempo erano considerate incurabili, sono diventate note e dalle quali si guarisce.

In studio, a testimoniare proprio questo percorso, due ospiti d’eccezione: il calabrese Massimo Sirelli, survivor e ambasciatore AIRC e la ricercatrice Elisa Taiana. I due, insieme a Dalila, donatrice, sono i tre volti scelti da AIRC per rappresentare la comunità che sostiene la ricerca sul cancro nel corso della campagna diffusa negli ultimi giorni dalla Fondazione proprio per sostenere la ricerca.

Massimo ed Elisa portano così in studio il loro racconto. Da un lato chi ogni giorno lavora per conseguire nuovi risultati sul piano scientifico e dall’altro chi la malattia l’ha vissuta sulla propria pelle, l’ha superata e oggi ne parla affinchè il proprio vissuto possa essere d’aiuto agli altri.

Massimo Sirelli: “La mia storia ha aiutato il cammino di tante persone”

Massimo era sostenitore dell’AIRC prima che la malattia bussasse alla sua porta. Oggi ci confida che non aveva mai capito veramente, nel profondo, “tutto quello che vive un paziente oncologico, la sua famiglia e quale fosse il vero significato della ricerca – ci ha raccontato – facevo del bene ma con meno consapevolezza“.

Due anni fa la sua vita è stata dal tutto stravolta. Era in salute eppure ha notato uno strano rigonfiamento sul collo, da lì la diagnosi. Massimo non nega la paura ma rivendica la scelta di affidarsi ai medici che lo hanno curato e alla ricerca.

Ad oggi dopo aver affrontato in prima persona la battaglia contro il tumore e averla vinta, sa davvero cosa significa affrontare un percorso di questo tipo. La malattia gli ha fatto capire che “quella sofferenza doveva avere un senso. Oggi lo ha trovato nella condivisione della mia storia. Il solo racconto attraverso i miei canali social ha aiuto il cammino di tante altre persone” ci ha detto. La sua esperienza è un messaggio di gratitudine verso la ricerca scientifica che lo ha salvato.