Stasera, alle 21:00, al teatro Auditorium dell’Unical lo spettacolo “Chiamami Paolo” dedicato alla memoria del giudice Paolo Borsellino. Salvo Sottile: “La legalità è un atto d’amore verso la comunità”
RENDE – Sarà una serata dedicata alla memoria e all’impegno civico quella di oggi, martedì’ 4 novembre alle ore 21.00, al Teatro Auditorium dell’Università della Calabria. In scena “Chiamami Paolo”, opera teatrale scritta da Attilio Palermo e musicata da Luigi Morrone, con coreografie e prossemica curate da Mario Palermo: un tributo intenso e commovente alla figura del giudice Paolo Borsellino, simbolo di giustizia, coraggio e integrità nella lotta alla mafia.
Il monologo accompagna il pubblico in un viaggio emozionale e riflessivo nella vita e nel pensiero di Borsellino, restituendo la complessità di un uomo che ha sacrificato tutto in nome della verità e della legge. Attraverso una narrazione asciutta ma profondamente empatica, “Chiamami Paolo” riesce a evocare non solo la tragedia degli anni delle stragi, ma anche la speranza e la forza di un’Italia che non si arrende all’illegalità.
La scenografia, essenziale ma densa di significati, si serve di luci e atmosfere che riportano agli anni ’90, restituendo quel clima di tensione e attesa che ha segnato un’epoca. Le musiche originali di Morrone, adattate ai momenti narrativi, amplificano le emozioni del racconto e trasformano la rappresentazione in un’esperienza multisensoriale, capace di far riflettere e commuovere.
Di altissimo livello le interpretazioni sul palco: l’attore protagonista restituisce un Paolo Borsellino umano e straordinario, guidato da una fede incrollabile nella giustizia e nell’amore per il proprio Paese.

Paolo Borsellino il coraggio, la memoria e l’impegno civico
Al centro dell’opera, un messaggio forte e attuale: il coraggio, la memoria e l’impegno civico sono le basi per costruire una società migliore. “Chiamami Paolo” diventa così non solo un omaggio al magistrato ucciso dalla mafia, ma anche un invito rivolto a ciascuno spettatore a essere parte attiva del cambiamento.
Più che uno spettacolo teatrale, “Chiamami Paolo” si presenta come una lezione civile, un percorso di consapevolezza che invita a non dimenticare e a trasformare la memoria in azione. Un’esperienza che promette di lasciare un segno profondo nel cuore di chi crede che la giustizia e la legalità non siano solo parole, ma scelte quotidiane.
Salvo Sottile: “la legalità è un atto d’amore verso la comunità”
Impossibilitato a essere presente per impegni televisivi, il giornalista Salvo Sottile ha inviato un video-messaggio toccante e denso di significato, rivolto soprattutto ai giovani e a chi continua a credere nei valori della giustizia e della democrazia. “La legalità non è solo il rispetto delle regole, ma una scelta quotidiana di responsabilità, un atto d’amore verso la comunità a cui apparteniamo” ha detto Salvo Sottile rivolgendosi al pubblico che questa sera affollerà il Teatro Auditorium dell’Università della Calabria, in occasione della serata dedicata allo spettacolo “Chiamami Paolo”, ispirato alla figura del giudice Paolo Borsellino.
“Ricordo ancora quel terribile giorno di luglio a Palermo– ha detto Sottile – il silenzio dopo la bomba, il dolore, la rabbia, ma anche la consapevolezza che quel sacrificio non doveva essere vano. Io c’ero.”
L’insegnamento di Paolo Borsellino
Nel suo intervento, Sottile ha sottolineato l’attualità dell’insegnamento di Borsellino, ricordando una delle sue frasi più celebri: “Parlate di mafia, parlatene alla radio, in televisione, sui giornali, ma parlatene.” Un invito, ha detto, “semplice e potentissimo, a non voltarsi mai dall’altra parte e a non lasciare che l’indifferenza diventi abitudine”. Per il conduttore, oggi più che mai quelle parole devono spingere ognuno di noi a essere cittadini consapevoli e vigili: “La legalità significa dire no alla corruzione, al compromesso, alla convenienza, anche quando è più facile tacere.”
la memoria non è un peso, ma una forza
Sottile ha voluto anche sottolineare il valore educativo dell’arte e del teatro come strumenti per diffondere la memoria e il senso civico: “‘Chiamami Paolo’ non è solo uno spettacolo, ma un messaggio civile, un linguaggio nuovo per parlare ai ragazzi e ricordare che la memoria non è un peso, ma una forza.” Il giornalista ha concluso ringraziando l’Università della Calabria e l’Associazione Palmo per l’invito e per l’impegno nel mantenere viva la voce limpida e coraggiosa di Borsellino: “Sono grato a chi continua a trasformare la testimonianza di Paolo in un atto di educazione e di speranza.”

