In duplice veste di regista e interprete, Daniele Pecci è in scena con Macbeth. Due appuntamenti per la prima nazionale assoluta a Lamezia Terme e Catanzaro
Il grande teatro sbarca in Calabria con due appuntamenti da non perdere con la prima nazionale assoluta di “Macbeth”, opera caposaldo del teatro shakespeariano, con la regia e l’interpretazione di Daniele Pecci. Abbiamo raggiunto l’amatissimo attore al telefono e con lui abbiamo parlato in anteprima di questo spettacolo che sarà in scena, per AMA Calabria, venerdì 17 ottobre al Teatro Grandinetti di Lamezia Terme e sabato 18 ottobre al Teatro Comunale di Catanzaro, con inizio, per entrambi alle ore 21.
Ritorno in scena in teatro con Macbeth, una tragedia tra le più famose ed impegnate nello stesso tempo, perché questa scelta?
Perché secondo me è la più bella!

Lo fa dopo Amleto. Che rapporto ha con Shakespeare?
Un rapporto profondissimo, è stata la prima scintilla con la fascinazione che ho avuto nei confronti del teatro già da giovanissimo, il frutto di studio di tanti decenni, anche universitari su cui ho realizzato la tesi di laurea e da allora curo la produzione, l’adattamento e fortunatamente, in questi anni, anche la regia. Come regista ho potuto curare uno dei due Amleto che ho fatto, un Enrico V e adesso Macbeth.
Una triade che chiude un cerchio oppure c’è ancora voglia di continuare?
Il cerchio è apertissimo, prima che si concluda… non sarà concluso nemmeno quando avrò 90 anni se mai ci arriverò!
In Macbeth si affrontano temi come ambizione sfrenata e sete di potere con conseguenze nefaste. In un momento così delicato a livello mondiale per quello che stiamo vivendo, come uno spettacolo del genere può farci riflettere?
Io credo che il teatro ci deve indurre a porci delle domande e questo spettacolo, penso sia prima ancora un’indagine sulla natura del bene e del male dell’uomo, soprattutto del male. Come tutti i testi shakespeariani tutti questi antieroi moderni si dibattono tra ciò che vogliono e ciò che è giusto e non è giusto fare. Il tema del potere qui è grandissimo e questi personaggi si trovano ad un bivio: fare del male o fare del bene. Siccome l’essere umano è l’unico animale sulla terra che fa del male deliberatamente, allora il punto di domanda che noi mettiamo con questo spettacolo è come mai l’uomo ha questa peculiarità? Dov’è che cade? Il pubblico dovrebbe uscire dal teatro con un interrogativo e non con una risposta. Credo che questo debba fare il teatro.

Qual è l’invito che vuole fare ai calabresi? Perché dovrebbero venire a teatro?
Per venire a vedere, mi auguro, un bello spettacolo, prima di tutto. Le intenzioni del regista non devo stare mai passare davanti al testo. Si tratta di un testo meraviglioso, estremamente poetico, suggestivo, all’interno del quale si muovono una serie di elementi che alcuni coglieranno, altri meno. Ognuno poi prende la fetta che vuole..
Stare al di dietro come regista, cosa le ha insegnato? Cosa le permette di fare?
Mi dà la possibilità di poter interpretare il testo globalmente, lo traduco, lo adatto e lo metto in scena così come lo sogno e quindi è una sorta di teatro assoluto per me in quanto riesco a fare, nel bene e nel male, tutto ciò che voglio. Una grandissima responsabilità ma anche una grandissima libertà naturalmente!
La rivedremo presto in una nuova fiction Mediaset con Anna Valle. Cosa può anticiparci?
Pochissimo. Si tratta di un giallo per Canale 5. Non so di preciso quando uscirà, più di questo non posso rivelare.

