Music For Change, per la finale a Cosenza arriva Paola Iezzi. De Rosa: «Impegno autentico sui temi civili»

Francesca Bloise 8 October, 2025 5 min di lettura

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Il premio speciale di Music For Change a Paola Iezzi. Appuntamento a venerdì 10 ottobre al teatro Rendano. Ci dice tutto ai nostri microfoni il direttore artistico Gennaro De Rosa

Manca pochissimo per la finale della sedicesima edizione di Music for Change, il premio musicale organizzato dall’Associazione Musica contro le mafie, tra i più prestigiosi premi italiani ed europei, interamente focalizzato sulle tematiche civili e sociali dell’Agenda 2030 dell’ONU. L’appuntamento è per venerdì 10 ottobre a partire dalle 9,30 al teatro Rendano di Cosenza, con ingresso libero.

Si chiude, così, un percorso che vede come protagonisti gli studenti ed i loro docenti, nel mix collaudato di spunti di riflessione e divertimento musicale. Grande attesa c’è per l’assegnazione del Premio Speciale Music for Change a Paola Iezzi, voce della musica italiana che ha saputo unire pop e impegno civile: cantautrice, musicista e produttrice, è un’icona del pop italiano che con il duo Paola & Chiara ha firmato hit generazionali e conquistato palchi internazionali.

Per saperne di più su questa giornata abbiamo parlato con Gennaro De Rosa, direttore artistico di Music for Change che ha ci ha lasciato alcune anticipazioni.

Venerdì vedremo sul palco del Rendano sei giovani artisti che si sfideranno sui temi civili in musica. Cosa può anticiparci?

Ogni finalista ha attraversato un percorso articolato, iniziato con la residenza Sound Village di maggio, dove ha avuto l’opportunità di lavorare fianco a fianco con coach, tutor e professionisti del settore musicale. Questo percorso non si è limitato alla scrittura e alla produzione dei brani, ma ha permesso ai giovani artisti di sviluppare capacità creative, consapevolezza del linguaggio musicale e una piena padronanza del processo produttivo, trasformando le loro idee in performance pronte per il palco.

La finale non sarà affatto una competizione: sarà un matinee in cui musica, impegno civile e partecipazione attiva si fondono in un’esperienza educativa e coinvolgente. I giovanissimi spettatori presenti non solo assisteranno alle esibizioni, ma saranno parte integrante del processo, imparando attraverso l’ascolto, il confronto e la riflessione critica. L’obiettivo è stimolare una crescita personale e civica, mostrando come la musica possa diventare uno strumento di consapevolezza, dialogo e diffusione di buone pratiche.

Quali sono stati i generi scelti dai partecipanti che sono riusciti a coniugare temi civili e contemporaneità in musica?

Ogni edizione di Music for Change è unica e la proposta artistica dei partecipanti varia molto. Quest’anno, ad esempio, c’è stata una forte componente di cantautorato femminile e contemporaneo, in linea con le tendenze attuali, come il ritorno del cantautorato anche al Festival di Sanremo. Per noi è fondamentale che i brani siano attuali e che riescano a coniugare temi civili e sociali con leggerezza e ascolto accessibile.

Collaboriamo strettamente con i nostri partner per dare alle proposte un’impronta contemporanea e diffondere buone prassi attraverso la musica. I sei brani finalisti saranno disponibili su tutte le piattaforme digitali a partire dal 10 ottobre. Questa fase che abbiamo chiamato “Premio Stream”, parte proprio quel giorno, e rappresenta una vera “prova su strada”: saranno gli ascoltatori delle piattaforme (spotify, apple music e amazon)  che, ascoltando e interagendo con i brani, decreteranno il loro impatto reale. La qualità tecnica e artistica dei brani è importante, ma se non arriva alle persone la missione del premio resta solo parzialmente compiuta.

In questo momento storico così difficile e delicato, il tema della pace è stato affrontato nei testi?

Il tema della pace non è stato affrontato in modo diretto nei testi dei finalisti, perché non è uno dei temi specifici di Music for Change. Tuttavia, rimane presente implicitamente all’interno delle nostre tematiche, legate alle grandi questioni sociali, civili e umanitarie.

Ad esempio, in uno dei brani finalisti emerge una forte riflessione sulle fragilità globali e sulle conseguenze dei conflitti, attraverso immagini potenti e metafore che parlano del dolore collettivo e della responsabilità condivisa. È un brano che fa sentire la vulnerabilità del mondo, le ingiustizie e le sofferenze che ci circondano, invitando all’empatia e alla consapevolezza.

Come dice Don Ciotti, “non bisogna solo commuoversi, ma bisogna muoversi”: questo è esattamente lo spirito che vogliamo trasmettere attraverso Music for Change, usando la musica come strumento per riflettere e agire nel presente.

Il premio speciale di Music For Change a Paola Iezzi per aver saputo coniugare pop e impegno civile. Un esempio ed un monito per i giovani talenti verso una “musica impegnata”, per far comprendere loro che la musica può avere un impatto reale su chi la ascolta?

Il Premio Speciale a Paola Iezzi vuole essere non solo un riconoscimento alla sua carriera, ma anche un esempio concreto per le nuove generazioni. Paola dimostra come sia possibile coniugare una carriera pop di successo con un impegno autentico sui grandi temi civili, mostrando che la musica può essere uno strumento di consapevolezza, riflessione e cambiamento reale.

La musica non è solo messaggio o estetica: è un mezzo che va oltre il tempo, un atto concreto, capace di far sentire, stimolare all’azione e generare impatto. Quando l’artista è autentico, alla musica affida dubbi, inquietudini, sogni, valori ed etica. La musica diventa così azione reale, capace di incidere sul presente e sul futuro.

E per la prossima edizione, cosa ha in mente? Può anticiparci qualcosa?

Questa edizione di Music for Change ha ancora alcuni momenti importanti in calendario: il 10 ottobre decreteremo il vincitore o la vincitrice della 16^ edizione, con l’assegnazione delle menzioni speciali e dei premi partner. Poi, il 21 novembre conosceremo il vincitore del Premio Stream Believe. Infine, a febbraio torneremo al Palafiori di Sanremo per il nostro consueto appuntamento, un luogo simbolico della musica italiana, dove in quei giorni c’è tutta l’Italia del settore. Lo riteniamo un contesto ideale per portare la testimonianza dei nostri artisti e dei temi sociali affrontati, in un ambiente che unisce intrattenimento e attenzione culturale.

Per la prossima edizione stiamo già lavorando a cambiamenti sostanziali: vogliamo dare al format una forma ancora più immersiva e continuativa, che permetta al pubblico di vivere le storie, le sfide e le esperienze degli artisti in modo più diretto e coinvolgente, valorizzando il racconto del percorso creativo e sociale che Music for Change sostiene ogni anno.